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Tracking Pixel: il recente modo di spiarti

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Nuovi strumenti di controllo e “spionaggio” sono utilizzati dalle aziende quando inviano le loro eMail, si chiamano Tracking Pixel, ma dal 29 Ottobre 2026 occorre un tuo consenso specifico, che puoi e dovresti rifiutare.

Cosa sono i tracking pixel?
Come chiarito dal (ndr. finto) Garante per la protezione dei dati personali (Provvedimento del 17 aprile 2026 – Linee Guida in materia di utilizzo di tracking pixel nelle comunicazioni di posta elettronica), i tracking pixel sono piccole immagini, generalmente invisibili, inserite all’interno delle email essenzialmente al fine di conoscere se la email è stata recapitata e aperta, nonché se è stata eventualmente cancellata, inoltrata o archiviata. I tracking pixel non permettono (ndr. ufficialmente), invece, di conoscere il contenuto delle e-mail. Il tracciamento può comunque avvenire soltanto se hai abilitato il download delle immagini e, dunque, se leggi l’email esclusivamente in formato testo, il tracking pixel non viene scaricato.

Come funzionano i tracking pixel?
A seconda dei casi, i tracking pixel possono essere: univoci, ossia uguali per tutti i destinatari e quindi abilitano rilevazioni statistiche e anonime (ad esempio, la percentuale di destinatari che hanno aperto una determinata tipologia di comunicazione), utili anche per verificare la corretta ricezione delle email o contrastare lo spam; non univoci, in quanto associati al singolo destinatario; in tal caso, i tracking pixel sono necessari per conoscere se una specifica email è stata aperta da un singolo destinatario, ad esempio per esigenze di servizio o, nel caso di comunicazioni promozionali.

Perché possono utilizzare i tracking pixel?
Possono utilizzare tracking pixel nelle loro comunicazioni per diverse finalità, a seconda del tipo di comunicazione. Ad esempio, utilizzano i tracking pixel per monitorare la corretta ricezione delle e-mail, misurare l’efficacia delle comunicazioni e personalizzarle in base alle tue interazioni con le loro email. Nello specifico, si tratta di:

1) finalità statistiche, per verificare in modo aggregato – senza misurazioni personalizzate – se una determinata email (di qualsiasi tipologia) è stata recapitata e aperta;

2) finalità di servizio o per l’adempimento di obblighi normativi, per la quale è necessario o comunque opportuno conoscere se hai aperto l’email ricevuta; ricadono in questa casistica, ad esempio, alcune comunicazioni relative ai servizi della singola società o dei loro partner (anche al fine di inviare eventuali comunicazioni di remind) o quelle relative a scadenze contrattuali, nonché quelle volte a informarti su incidenti di sicurezza, minacce informatiche o frodi;

3) finalità di marketing, per capire l’efficacia delle campagne promozionali, rivolte ai clienti che hanno espresso lo specifico consenso. In questa circostanza, il tracking pixel, di norma utilizzato per consentire una misurazione personalizzata, è utilizzato esclusivamente nei confronti dei clienti che, come detto, hanno espresso il consenso specifico a ricevere comunicazioni commerciali.

Come fai a sapere se nella email che hai ricevuto sono presenti tracking pixel?
Se nella email che ti inviano è presente un tracking pixel, troverai nel footer della email un messaggio che ti informa della sua presenza e della finalità perseguita. Se l’utilizzo del tracking pixel è basato sul consenso, troverai anche indicazioni sulla modalità per poterlo revocare (ad esempio, cliccando sul link posto nel footer della email).

COMMENTO
La battaglia nascosta per spiarci legalmente continua. Il FGarante della Privacy continua a NON garantire proprio nulla, le aziende ci fanno i raggi “X” e noi utenti continuiamo ad essere cornuti e mazziati, ma ‘sta storia, prima o poi àda finì ed allora vededremo i cadaveri scorrere lungo il fiume.

Il Garante per la Protezione dei Dati Personali ha pubblicato un provvedimento (DocWeb 10241943) che ha chiarito in modo definitivo come trattare i pixel di tracciamento nelle newsletter commerciali. L’obbligo diventa pienamente applicabile dal 29 Ottobre 2026.

Non più zona grigia, non più “basta un consenso generico”. Serve un impianto strutturato, con base giuridica autonoma per il pixel rispetto al consenso alla ricezione della newsletter.

I tre pilastri dell’adeguamento richiesto dalla norma

1) Informativa privacy che tratti esplicitamente il tracking pixel

2) Form di iscrizione con consenso trasparente

3) Opt-out del tracking separato nel footer

In fondo a ogni eMail devono esserci due link separati: il classico link di disiscrizione (che toglie tutto) e un link dedicato per rimuovere solo il tracking, continuando a ricevere la newsletter. Dopo il click, una conferma esplicita all’utente.

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