- Per la TV pubblica (es. RAI): la pubblicità rappresenta una parte non dominante ma significativa dei ricavi. Per esempio, nel 2023 la pubblicità/raccolta sulla RAI per i canali generalisti era circa 509,2 milioni € (dato bilancio) e ve ne sono altri da digitale/web.
- Le reti commerciali (es. Mediaset) restano al centro della raccolta pubblicitaria tv “tradizionale”. Ad esempio, nel 2012 (ovvero 13 anni fa) Mediaset deteneva il 63% della raccolta pubblicitaria televisiva in Italia.
Quali sono i “tetti” / limiti normativi?
- Esistono norme che stabiliscono limiti all’affollamento pubblicitario per la TV di servizio pubblico (RAI) e per le emittenti generali. Da ricordare ad esempio la Legge Gasparri (Forza Italia – Berlusconi) che ha rivisto i limiti all’affollamento pubblicitario nelle reti pubbliche.
Cosa vuol dire “affollamento pubblicitario”
L’affollamento pubblicitario è la quantità di tempo che una televisione può dedicare alla pubblicità — in percentuale rispetto al tempo totale di programmazione.
Il limite è del 20%, quando si dice che esiste “un limite di affollamento pubblicitario pari al 20% della programmazione giornaliera”, significa che:
In un giorno, su 24 ore di trasmissione, al massimo il 20% del tempo può essere occupato da spot pubblicitari (compresi spot normali, telepromozioni, autopromozioni, ecc.).
Esempio pratico
24 ore di programmazione = 1.440 minuti
Il 20% di 1.440 minuti = 288 minuti (cioè 4 ore e 48 minuti), quindi, in un giorno intero, un canale TV non può trasmettere 288 minuti di pubblicità.
Vale per tutte le emittenti
La frase dice che questo limite “è previsto per tutte le emittenti, sia di servizio pubblico che commerciali”, significa che:
- RAI (televisione pubblica)
- Mediaset, La7, e altre TV private (televisioni commerciali)
devono rispettare questo tetto massimo giornaliero del 20% di pubblicità rispetto alla loro programmazione totale.
Ma attenzione: ci sono anche limiti (apparentemente) più restrittivi
La legge italiana ha imposto regole più rigide (???) per la RAI, perché è un servizio pubblico:
- RAI può trasmettere al massimo il 6% di pubblicità per fascia oraria (06:00-18:00 e 18:00-24:00).
Quindi, anche se il 20% giornaliero è la regola generale, la RAI ha un limite più basso per garantire un servizio con meno interruzioni pubblicitarie. (ndr. .. ma voi telespettatori l’avete percepita questa differenza nelle ore di picco?)
Le TV commerciali invece possono arrivare fino al 20% per fascia oraria (non solo giornaliero).
In sintesi
| Tipo di emittente | Limite giornaliero generale | Limiti effettivi in Italia |
| Tutte (in teoria) | 20% della programmazione | — |
| RAI (pubblica) | 20% max giornaliero, ma nella pratica 6% per fascia oraria | Più rigida |
| Private (Mediaset, La7…) | 20% max per fascia oraria | Più flessibile |
Ma vediamo insieme in modo semplice come una TV può distribuire nel corso della giornata il limite del 20 % di pubblicità per ottenere il massimo profitto.
Abbiamo già sottolineato come una TV abbia 24 ore di trasmissione = 1.440 minuti.
Il 20 % di 1.440 = 288 minuti totali di pubblicità disponibili in un giorno.
Questi 288 minuti (cioè 4 ore e 48 minuti) sono il massimo tempo che può essere dedicato agli spot pubblicitari in tutta la giornata.
Obiettivo: massimizzare il profitto
Non tutti i minuti valgono uguale!
Un minuto di pubblicità:
- durante prime time (20:30-23:00) → vale economicamente tantissimo
- durante la notte o la mattina presto → vale pochissimo
Quindi, per guadagnare di più, la TV deve concentrare gli spot nei momenti in cui più persone guardano la TV (cioè quando gli inserzionisti sono disposti a pagare di più).
Strategia di distribuzione ideale per le TV
Una possibile strategia “ossessiva” per usare quei 288 minuti in un giorno potrebbe essere:
| Fascia oraria | Ascolti medi | % di affollamento allocato | Minuti pubblicità stimati | Motivazione |
| 06:00 – 09:00 | medio-bassi | 10 % (≈ 29 min) | 29 | Alcune persone (news, colazioni) |
| 09:00 – 13:00 | medio | 15 % (≈ 43 min) | 43 | Target casalinghe, talk show |
| 13:00 – 18:00 | medio | 20 % (≈ 58 min) | 58 | Buon pubblico pomeridiano |
| 18:00 – 20:30 | alto | 20 % (≈ 58 min) | 58 | Pre-serata, tg e access prime time |
| 20:30 – 23:00 | altissimo | 25 % (≈ 72 min) | 72 | Prime time: pubblicità più cara |
| 23:00 – 02:00 | basso | 10 % (≈ 29 min) | 29 | Pubblico minore, costi più bassi |
Totale = 288 minuti (20 % della giornata).
Così la rete usa lo stesso totale massimo consentito, ma concentra la maggior parte della pubblicità dove gli spot rendono di più.
Così noi telespettatori della RAI e dei canali privati siamo CORNTI, MAZZIATI ed apparentemente FELICI perché paghiamo obbligatoriamente solo la RAI sulla bolletta della luce,
tuttavia uccidiamo il nostro cervello per le massiche pubblicità che vendono erogare in blocchi di 7 minuti corrispondenti mediamente a 14 pubblicità per ogni interruzione. Val. In.
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