Il grande repulisti è riuscito e adesso si insiste: non è successo niente, rivaccinatevi più di prima - Italiador
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Il grande repulisti è riuscito e adesso si insiste: non è successo niente, rivaccinatevi più di prima

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Dario Franceschini, 3 dosi anticovid, rivela di soffrire di Parkinson dal 2020 ma non spiega se dopo il vaccino la malattia ha preso a galoppare (conosco da vicino altri casi). Alessandro Di Battista, 3 dosi Anticovid, mentre sta a Cuba crolla per un malore improvviso, sospetto ictus. C’entra il vaccino? Nel silenzio degli interessati non possiamo averne certezza ma nutrire fortissimi sospetti sì e voler impedire la commissione Covid, come faceva proprio Franceschini, non serve a scamparla come non serve a dare sulla voce, a insolentire chi riporta i dati scientifici secondo i quali il Parkinson, anche il Parkinson, figura tra le conseguenze più gravi di questi sieri sperimentali, lanciati senza sperimentazione ovvero direttamente sulla pelle delle vittime. Lungi da chi scrive qualsiasi compiacimento: quando si passa un linfoma post vaccinale certe fregole vendicative passano, quando si fa provvista di auspici di morte siccome ti sei messo a parlare, a denunciare gli effetti avversi, le smanie della meschinità sbiadiscono. Ma non rinuncio al mio impegno: raccontare, da parte lesa, da uno qualunque che fa questo mestiere, da testimone di troppi altri malati, non pochi nel frattempo defunti, cosa succede, cosa può succedere una volta che ti eri deciso. Sbagliando. Sbagliando a fidarti di uno Stato che sapevi farabutto ma non al punto da prepararti una strage perfettamente organizzata, perfettamente riuscita.

Se è vera la metà della ammissioni strappate al demone Fauci, non è meno vera la responsabilità del potere italiano che ha imposto le farneticanti misure dell’immunologo americano con uno zelo sconosciuto nelle democrazie e forse anche nelle dittature conclamate. Perché insistere? Perché a misura dell’emergere della grande bugia, della immane strage, si assiste ad un processo di rimozione e di riedificazione della falsa verità che per brevità chiamiamo “narrazione”. Dopo l’incredibile messa in stato d’accusa dei due genitori del piccolo morto di difterite, vittime di possibile malasanità, si è avuta conferma che il gioco è sempre quello ma peggiorato, incarognito: spazzare via qualsiasi dubbio o consapevolezza, colpirne uno per colpirli tutti. Il vaccino contro la difterite è cosa diversa da quello “contro” il Covid ma tutti, i virologi ballisti per primi, ne hanno approfittato per rilanciare la loro propaganda e il messaggio è chiaro: la nostra verità contro quella della scienza, dei numeri e la nostra è più vera.

Sì, c’è un processo infame che tende a risolvere l’imbarazzo con ancora maggiore incarognimento. Ogni occasione è buona e ogni scoperta serve a rilanciare la menzogna ossessiva. I politici o cosiddetti vip annunciano improvvise o inspiegabili malattie? Nessuno si permetta di dubitare, di mettere in correlazione, anzi si deve proclamare che “il vaccino non c’entra e ha salvato l’umanità”. Dopo le incredibili, indecenti, disumane rivelazioni su Fauci e la sua cricca ci si sarebbe aspettati una consapevolezza definitiva, una presa d’atto capace di risolvere anni di false ricostruzioni, di false verità: è successo il contrario, lo scandalo subito metabolizzato come cosa insignificante, seguito dal solito battere propagandistico da grancassa, ma una grancassa più opprimente, isterica, feroce come non mai. Si direbbe che quanto uscito dal ventre fetido del “faucismo” sia stato colto con giusta severità in America, con indifferenza in Europa, con opportunismo in Italia. Sta tornando la normalità del “niente è successo”, del non vogliamo vedere, sapere dei nuovi malati, degli invalidi cronici, dei morti e questa rimozione riguarda per prime le vittime. Io non mi azzardo ad insinuare l’effetto dei vaccini in tanta gente malata perché so cosa me ne viene e non mi sento di rompere legami antichi, tanto più che tutti sappiamo com’è andata e parlarne è perfettamente inutile. Anzi so di parenti che, senza dirmelo, mi considerano affettuosamente un povero scemo, uno squilibrato che delle sue disgrazie oncologiche dà la colpa al vaccino anziché allo stile di vita, manco fossi una rockstar, ai tatuaggi, al riscaldamento globale, alla genetica. C’è sempre una ipotesi suggestiva, fantastica cui aggrapparsi. E nessuno vuole vedere l’aumento spaventoso delle vittime a vario titolo, come nessuno vuole vedere la sua personale autodistruzione; io l’ho fatto, e ho perso collaborazioni, amicizie, contatti, stima.

Quanti ne incontro, a distanza di anni, e non li riconosco: improvvisamente invecchiati, ombre di loro stessi, storti, sciancati, che si trascinano, che si muovono male e a rilento, con pena, con fatica. Siamo tutti cancellati e a vederci si capisce la mostruosità di una operazione che non era casuale, che si prefiggeva il grande repulisti, la sostituzione globale.

Ebbene, questa normalizzazione non l’accetto perché fa paura più di allora. Si è tornati, se ci fate caso, all’ossessione vaccinale e per tutto, dalle malattie risorgenti, portate dai clandestini anche se non si può dire, ai vasi di fiori sulla testa, al riscaldamento globale, a qualsiasi forma patologica, sì che se l’accusi ti propongono di vaccinarti contro una cosa che hai già e che magari ti ha scatenato proprio un vaccino. Noi ci eravamo forse illusi, ma i padroni del vapore o della fiala sapevano tutto, bastava aspettare, bastava ricalibrare, rinnovare la corruzione per i media, i divulgatori, i provocatori, i propagandisti. E la morale della favola è: siccome questi vaccini hanno fatto una strage, allora hanno salvato il mondo e ce ne vogliono di più. La stessa cosa che dicono dell’Europa, delle stragi terroristiche attribuite a incidente o maliconia.

Fonte: Il Giornale d’Italia – Max Del Papa – 01 Settembre 2026

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