Carburanti, Meloni rivendica le misure del governo. Consumatori: “... Gasolio oltre 2,2 Euro” - Italiador
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Carburanti, Meloni rivendica le misure del governo. Consumatori: “… Gasolio oltre 2,2 Euro”

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“Era nostra responsabilità intervenire sul costo del carburante: lo abbiamo fatto con un provvedimento che ha tagliato di 25 centesimi al litro il prezzo di diesel e benzina e ha introdotto un meccanismo anti-speculazione che sta funzionando“. La premier Giorgia Meloni parlando alla Camera ha rivendicato il taglio delle accise su benzina e gasolio previsto dal decreto approvato dal governo subito prima del referendum sulla giustizia e prorogato la scorsa settimana fino al primo maggio. La tempistica dell’intervento non è stata però esattamente ottimale: mentre la leader di FdI parlava il ministero delle Imprese ha pubblicato i nuovi dati rilevati dall’Osservatorio sui prezzi dei carburanti che attestano nuovi aumenti. Le associazioni consumatori hanno subito fatto notare lo scivolone.

“La presidente Meloni prende lucciole per lanterne. Evidentemente non legge nemmeno le medie regionali rese note dal Mimit, altrimenti dovrebbe sapere che anche oggi si è speculato allegramente sui prezzi dei carburanti in tutta Italia”, ha attaccato Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “I prezzi sarebbero dovuti scendere già ieri, vista la picchiata del petrolio. Invece continuano imperterriti a salire”.

Ma l’aspetto più imbarazzante per l’esecutivo è che, due giorni dopo l’entrata in vigore della proroga del taglio delle accise e a fronte di un costo complessivo di 1 miliardo, i prezzi sono in media un centesimo più alti rispetto al giorno dell’entrata in vigore del primo decreto, il 19 marzo. Vediamo i dati: oggi il prezzo medio dei carburanti in modalità self service lungo la rete stradale nazionale sale a 1,792 euro al litro per la benzina (1,789 euro il prezzo di ieri) e 2,184 euro al litro per il gasolio (2,178 il prezzo di ieri). Sulla rete autostradale, il prezzo medio self è di 1,829 euro al litro per la benzina (ieri 1,825 euro) e addirittura di 2,203 euro al litro per il gasolio (ieri 2,191 euro). Staffetta Quotidiana segnala che, considerando tutti i circa 20mila punti vendita che comunicano i prezzi all’Osservatorio, sulla benzina self service Eni è a 1,782 euro/litro (1,987 il servito), IP a 1,794 (1,960 servito), Q8 a 1,803 (1,960 servito), Tamoil a 1,792 (1,869 servito). Sul gasolio self service Eni è a 2,067 (2,269 servito), IP a 2,228 (2,383 servito), Q8 a 2,206 (2,360 servito) e Tamoil a 2,250 (2,311 servito).

Quanto al “meccanismo anti-speculazione”, il decreto come è noto si limita in realtà a introdurre uno “speciale regime di controllo dei fenomeni distorsivi lungo la filiera” da parte – Mister Prezzi per individuare anomalie. Ma la figura istituita nel 2007 continua ad avere solo poteri di segnalazione alla Guardia di Finanza e moral suasion. Quanto poi alla diffusione pubblica dei prezzi consigliati dalle compagnie ai gestori, il Servizio bilancio del Senato, nel dossier sul provvedimento, ha ricordato come l’Autorità garante della concorrenza e del mercato sia arrivata alla conclusione che la diffusione dei prezzi consigliati non rafforza necessariamente la concorrenza, anzi può produrre l’effetto opposto facilitando meccanismi collusivi. Tanto che l’Unione consumatori ha presentato un esposto all’Antitrust chiedendo che sia “proibita”.

Il ministro Adolfo Urso non commenta e parlando in Transatlantico fa sapere di aver “convocato le quattro grandi compagnie petrolifere che agiscono nel nostro Paese per richiamarle alla loro responsabilità“. Per poi ripetere che “in Italia il prezzo del carburante è aumentato, ovviamente, come conseguenza di quanto accaduto con la guerra in Iran, ma molto meno rispetto a Francia, Germania e persino Spagna”. In realtà in Spagna sia i prezzi della benzina sia quelli del diesel sono inferiori a quelli italiani (rispettivamente 1,55 e 1,77 euro) per effetto del taglio dell’Iva al 10%, contestato da Bruxelles perché la direttiva Ue sull’imposta non consente l’applicazione di aliquote ridotte ai combustibili.

Fonte: IlFattoQuotidiano – Chiara Brusini  – 9 Aprile 2026

COMMENTO
In considerazione dell’escalation in Medio Oriente causata dagli attacchi di Israele e Usa all’Iran le famiglie stanno subendo rincari delle bollette ed in particolare il rialzo dei prezzi del petrolio, diesel e benzina. A fronte dell’impennata del costo del pieno, sembrava che Meloni volesse calmierare gli aumenti e ridurre temporaneamente le accise che gravano in massima parte sul costo finale per il consumatore. Meloni afferma che la riduzione ci sia stata ma noi, da semplici cittadini, NON abbiamo visto un solo distributore in Italia che abbia ridotto il costo ed allora ci domandiamo: ma il governo, nella persona di Meloni e dei suoi ministri, ci sta prendendo per i fondelli? Ci sarà qualcuno preposto che abbia verificato l’ipotetico abbassamento dei prezzi, tanto sbandierato? Oppure si tratta dell’ennesima presa in giro dei politici nei confronti della cittadinanza ormai definitivamente stuprata? Senza considerare poi che la Meloni quando era all’opposizione parlava spesso e volentieri delle accise, promettendo la riduzione se non addirittura la definitiva abolizione. Che vergogna, una vera faccia da sed@@@! Val. In.

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