AGI – Un grido d’allarme unanime si è levato dalla Casa del Cinema di Roma, dove Anica, Apa e Cna hanno convocato una conferenza stampa per denunciare le conseguenze dei tagli al Fondo Cinema e della revisione del tax credit previsti nella bozza della legge di bilancio. Alessandro Usai (Anica), Chiara Sbarigia (Apa) e Gianluca Curti (Cna) hanno parlato di crisi produttiva e occupazionale senza precedenti e di un rischio concreto di azzeramento di decine di migliaia di posti di lavoro.
Per Alessandro Usai, presidente dei produttori Anica il problema è evidente: “Non c’è piena consapevolezza, ai piani alti, di ciò che sta per accadere. Il taglio di 150 milioni al Fondo Cinema e la modifica del credito d’imposta – ha spiegato – possono essere devastanti per un settore che negli ultimi anni ha rappresentato una delle poche industrie italiane in crescita. Dal 2016 tax credit ha sostenuto la produzione nazionale, attratto investimenti stranieri e generato occupazione e ricadute economiche sull’indotto”.
Usai ha poi auspicato che “la vicinanza politica tra il Ministero dell’Economia e la sottosegretaria Borgonzoni possa favorire una soluzione”, pur riconoscendo le competenze maturate dal Ministero della Cultura.
Gianluca Curti, presidente di CNA Cinema e Audiovisivo
Ancora più esplicito l’intervento di Gianluca Curti, presidente di Cna Cinema e Audiovisivo: “Senza un confronto con il Governo sulla tempistica dei tagli, rischiamo di trovarci dalla sera alla mattina con 70-75mila posti di lavoro cancellati. Sarebbe un piccolo dramma epocale”.
Curti ha ricordato che il settore coinvolge oltre 2.400 imprese e una filiera che va dagli autisti ai doppiatori, dalle sartorie alle sale cinematografiche: “Comprendiamo le difficoltà della congiuntura economica – ha aggiunto – ma serve una transizione graduale: una parte dei tagli nel 2026, una nel 2027 e la piena entrata a regime nel 2028, per non interrompere un ciclo industriale di 24-36 mesi”.
Chiara Sbarigia, presidente dell’APA
Chiara Sbarigia, presidente dell’Apa, ha ricordato: “Il tax credit l’unico vero sostegno esistente per l’audiovisivo dal 2017, senza quella quota, l’equilibrio economico delle produzioni salterebbe. Il rischio concreto è la delocalizzazione”. Solo nel settore delle serie, il credito d’imposta copre circa 250 milioni su un totale di 783 milioni di investimenti.
“Grazie a questo strumento – ha aggiunto – le imprese hanno potuto mantenere i diritti sulle opere e rafforzare le proprie library, diventando più competitive sui mercati internazionali”. Il comparto, ha ricordato Sbarigia, “vale 16,3 miliardi di euro e cresce del 9,3% annuo, contro il 2,9% della media nazionale”.
Sbarigia: il Caso Kaufmann “non ci rappresenta
Sbarigia ha inoltre evidenziato come la serialità televisiva alimenti l’economia dei territori: “In Campania, serie come ‘L’amica geniale’ o ‘Un posto al sole’ hanno generato indotto e occupazione locale”. Sulle polemiche per il ‘caso Kauffman’, ha precisato: “Non ci rappresenta. Non ha ricevuto fondi, e comunque serve rafforzare i controlli sui produttori esteri”.
Fonti: AGI – Thomas Cardinali – 05 Novembre 2025
🎬 Cos’è il Fondo Cinema e Audiovisivo
Il Fondo per lo sviluppo degli investimenti nel cinema e nell’audiovisivo, detto comunemente Fondo Cinema, è stato istituito in Italia con la Legge n. 220 del 2016 (“Legge Cinema e Audiovisivo”). È gestito dal Ministero della Cultura (MiC), tramite la Direzione Generale Cinema e Audiovisivo (DGCA).
🔹 Obiettivi del Fondo
Il Fondo serve a sostenere economicamente:
- la produzione, distribuzione e promozione di film, serie TV, documentari e opere audiovisive italiane ed europee;
- la digitalizzazione e modernizzazione delle sale cinematografiche;
- la formazione e l’educazione all’immagine;
- le coproduzioni internazionali e l’attrazione di investimenti stranieri in Italia.
Ogni anno il Fondo è alimentato con una quota fissa del gettito IVA e IRES generato dal settore audiovisivo, e vale circa 700–750 milioni di euro l’anno (a volte di più, secondo la legge di bilancio).
💰 Credito d’imposta (Tax Credit)
Il credito d’imposta (o tax credit) è il principale strumento operativo del Fondo Cinema.
Consiste in un beneficio fiscale automatico che consente alle imprese del settore di recuperare una parte delle spese sostenute per produrre, distribuire o investire in opere audiovisive.
In pratica:
→ le imprese possono compensare il credito con le imposte dovute (IVA, IRPEF, IRES, contributi, ecc.) tramite modello F24.
⚙️ Come funziona il Tax Credit Cinema
Esistono diverse tipologie di credito d’imposta, con aliquote differenti:
| Tipo di Tax Credit | Beneficiari | Aliquota (indicativa) | Finalità |
| Produzione nazionale | Produttori italiani | 30%–40% | Sostenere la produzione di film, serie, documentari |
| Produzione esecutiva / Servizi per stranieri | Produttori che lavorano per major o produzioni estere | 25%–40% | Attirare produzioni internazionali in Italia |
| Distribuzione | Distributori italiani | 15%–30% | Sostenere l’uscita di film italiani o europei |
| Sale cinematografiche | Esercenti | 20%–40% | Digitalizzazione, ristrutturazioni, nuove aperture |
| Investitori esterni (Tax credit esterno) | Imprese non del settore | 30%–40% | Incentivare investimenti privati nel cinema |
🧾 Le recenti modifiche (2024–2025)
Negli ultimi anni ci sono state importanti riforme per rendere il sistema più trasparente e sostenibile:
- Decreto Tax Credit Cinema (2024):
- Nuovi criteri di valutazione culturale per accedere ai benefici.
- Maggiore attenzione alla sostenibilità ambientale e parità di genere.
- Introduzione di massimali di spesa e controlli più severi contro gli abusi.
- Rimodulazione delle aliquote: alcuni crediti sono scesi (es. da 40% a 30%) per contenere la spesa pubblica.
- Sistema a “sportello digitale” tramite la DGCA:
Tutte le domande e le rendicontazioni si fanno tramite la piattaforma del MiC. - Maggiore selettività per opere straniere:
Le produzioni estere devono dimostrare un effettivo impatto economico in Italia (spese, occupazione, promozione del territorio).
🧩 In sintesi
| Elemento | Descrizione sintetica |
| Fondo Cinema | Fondo pubblico nazionale che finanzia il settore audiovisivo |
| Credito d’imposta | Agevolazione fiscale che riduce le imposte a chi produce o investe in opere audiovisive |
| Modifiche recenti | Maggior controllo, digitalizzazione, criteri culturali, riduzione aliquote in alcuni casi |
| Finalità complessiva | Rafforzare l’industria audiovisiva italiana, favorire investimenti e tutelare la diversità culturale |
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