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Anche le Zanzare hanno scoperto …

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Diciamolo subito: il 2026, almeno stando alle classifiche, non è stato l’anno più caldo di sempre in Italia. Ma evidentemente qualcuno ha dimenticato di comunicarlo al termometro di casa mia.

L’estate si è presentata con quella discrezione tipica di chi bussa alla porta alle tre del pomeriggio e, appena gli apri, ti entra in casa con un phon acceso. Le città si sono trasformate in grandi piastre elettriche, i marciapiedi in bistecchiere e le automobili parcheggiate al sole in forni crematori con gli interni in plastica.

Poi ci sono i famosi bollini rossi. Quando li vedo sui giornali mi viene sempre un dubbio: stiamo parlando delle città o della frutta al supermercato? Perché, a giudicare dalle temperature, in certi giorni mancava soltanto l’etichetta “consumare preferibilmente entro oggi”.

La notte, poi, è stato un altro capitolo. Dormire è diventata un’attività sportiva. Ti corichi, cerchi la posizione migliore, sposti il cuscino, apri la finestra, la richiudi perché fuori sembra esserci un forno industriale, accendi il ventilatore, lo spegni perché sembra un elicottero, e alla fine guardi l’orologio: le 3.47. A quel punto non stai più dormendo: stai semplicemente aspettando il mattino.

Ma è stato aprendo il frigorifero che ho capito che forse avevamo raggiunto un nuovo livello nei rapporti tra uomo e natura.

Più di una volta, infatti, mi è capitato di aprire lo sportello e vedere uscire una zanzara. Una zanzara!

All’inizio ho pensato a un errore di percorso. Poi ho riflettuto: e se invece fosse stata una scelta consapevole? Magari quella zanzara aveva passato tutta la giornata a ronzare sopra l’asfalto, a vedere esseri umani sudati attraversare la città con l’espressione di chi sta cercando disperatamente un ghiacciaio, e a un certo punto aveva deciso: “Basta. Io vado al fresco”.

Ed eccola lì, nel frigorifero, probabilmente accanto allo yogurt, con le zampette incrociate e l’aria soddisfatta.

A quel punto mi sono sentito in colpa. Perché noi uomini abbiamo sempre pensato che la natura fosse a nostra disposizione: aria condizionata, climatizzatori, frigoriferi, piscine, ombrelloni. E invece adesso la natura si organizza. La zanzara entra in casa, individua il frigorifero e si concede una pausa refrigerante.

Il prossimo passo sarà trovarla davanti al freezer con una lattina di birra.

E forse è proprio questo il punto. Quando persino le zanzare iniziano a cercare rifugio nelle nostre tecnologie contro il caldo, qualcosa nella relazione tra uomo e natura merita una seria riflessione.

Naturalmente, io questa riflessione sono disposto a farla. Ma non adesso. Adesso apro il frigorifero, controllo se c’è ancora la zanzara e, soprattutto, chiudo subito lo sportello: con quello che costa l’energia, non vorrei che anche lei avesse imparato a risparmiare. Val. In.

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