L’intelligenza artificiale è “sicuramente abbastanza potente da determinare eventi che provocano un miliardo di morti”. A lanciare il monito è Bill Gates, intervenuto in un estratto dell’intervista alla trasmissione Meet the Press di Nbc News. Il co-fondatore di Microsoft ha risposto così alla domanda della giornalista sulla possibilità che la tecnologia possa essere tanto potente da mettere fine all’umanità. Gates ha quindi richiamato l’attenzione sui rischi legati all’utilizzo dell’Ia da parte di persone con intenzioni dannose.
“Non c’è mai stata un’arma tanto potente quanto la combinazione di persone con scopi cattivi che usano gli ultimi strumenti AI“, ha aggiunto Gates, sottolineando la portata delle capacità raggiunte dalla tecnologia e i possibili rischi derivanti da un suo utilizzo improprio. Il tema della sicurezza e della regolamentazione dell’intelligenza artificiale è infatti al centro del dibattito internazionale, soprattutto con l’evoluzione sempre più rapida dei sistemi generativi e delle loro applicazioni.
Nel corso dell’intervista, Gates ha affrontato anche la proposta di rallentare lo sviluppo dell’intelligenza artificiale avanzata, avanzata recentemente dal Ceo di Anthropic, Dario Amodei. Sul tema, il co-fondatore di Microsoft ha evidenziato la necessità di interventi che vadano oltre l’autoregolamentazione da parte delle aziende tecnologiche.
“Nessuno pensa che l’auto-regolamentazione sia sufficiente“, ha dichiarato Gates, riferendosi alla necessità di affrontare i rischi associati all’evoluzione dell’Ia attraverso strumenti di controllo e regole adeguate. Le sue parole riportano così al centro del confronto il rapporto tra sviluppo tecnologico, sicurezza e responsabilità nell’impiego dell’intelligenza artificiale.
Il riferimento al possibile impatto sulla sopravvivenza dell’umanità arriva in un momento in cui le capacità dei sistemi di intelligenza artificiale continuano a crescere e con esse il confronto sulle modalità con cui limitarne gli utilizzi potenzialmente pericolosi. Per Gates, il nodo non riguarda soltanto la potenza della tecnologia in sé, ma anche chi la utilizza e con quali finalità.
Fonte: Il Giornale d’Italia – 25 Settembre 2026
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