Una ragazzina di appena 13 anni è stata violentata sabato all’interno di un minimarket alla periferia di Torino. La giovane si era recata nel negozio per acquistare la merenda ai fratelli; tra gli scaffali ha incontrato un cittadino bengalese di 42 anni impiegato del negozio che, approfittando dell’assenza del titolare, ha dato luogo alle violenze. Dalle riprese della videosorveglianza è emerso un ulteriore dettaglio: solo 40 minuti prima, l’uomo avrebbe abusato di un’altra donna adulta, al momento non ancora identificata. Nonostante l’uomo sia stato arrestato lo stesso giorno, è stato scarcerato dopo sole 48 ore per decisione del Gip. Libero di tornare a lavorare e sottoposto al solo obbligo di firma.
Il racconto della 13enne restituisce il terrore di quei momenti: “Mi ha regalato una bibita, si è avvicinato per chiedermi se fossi fidanzata. Mi ha abbracciata e mi ha chiesto quanti anni avessi. Gliel’ho detto e mi ha risposto ‘sei molto giovane'”. Poi la violenza e la paralisi per la paura. Uscita dal negozio sotto shock, la giovane ha chiesto aiuto alla madre e a un amico: “Ero bloccata, mi trovavo vicino a una lavanderia e ho telefonato a un mio amico. Gli ho detto che non stavo bene, avevo paura. Sono rimasta sul marciapiede seduta finché non è venuto a prendermi. Volevo andare in un altro minimarket, ma avevo pochi soldi, quindi ho scelto il meno caro”.
Nonostante la Procura avesse richiesto la custodia cautelare in carcere evidenziando il “concreto pericolo che, se libero, commetta reati della stessa specie”, aggravato dalla “pienamente consapevole” giovanissima età della vittima, il gip ha disposto la scarcerazione del 42enne dopo solo due notti in carcere. Per l’uomo è scattato solo l’obbligo di firma.
Stando a quanto emerso, il giudice ha motivato la misura ritenendo l’indagato incensurato, valutando la sua collaborazione nel consegnare i filmati della videosorveglianza e considerando che il “trauma dell’arresto basterebbe come deterrente”. Durante l’udienza di convalida, l’uomo si è avvalso della facoltà di non rispondere, rilasciando solo dichiarazioni di pentimento: “Ho sbagliato, è la prima volta che mi succede, sono molto dispiaciuto”.
La scarcerazione ha scatenato immediate reazioni istituzionali. Il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha annunciato l’intervento del Ministero: “Rilevo che la decisione del Gip rientra nell’ambito dell’autonomia e dell’indipendenza della magistratura, su cui non posso e non devo interferire. Nondimeno, tenuto conto della eccezionalità del caso e dell’allarme sociale cagionato, ho disposto l’invio di ispettori per acquisire ogni valutazione utile”.
Durissimo anche l’intervento sui social della presidente del Consiglio Giorgia Meloni: “Parliamo, giustamente, molto di sicurezza. Si chiede, giustamente, conto al Governo di quello che non va. Però qui la domanda va fatta fino in fondo. Le leggi le abbiamo scritte, e sono più severe che mai. Le Forze dell’Ordine hanno fatto il loro dovere, in poche ore, benissimo. La Procura ha chiesto la misura più dura. Tutta la catena ha funzionato. E poi arriva un provvedimento che la spezza in quarantotto ore, e noi non possiamo fare niente, se non inviare gli ispettori del Ministero, che è quello che stiamo facendo”.
La premier ha concluso espresso la propria vicinanza alla giovane vittima: “Chi lo spiega a quella famiglia? Chi lo spiega a quel quartiere, che stanotte sa che quell’uomo è di nuovo lì? Noi andiamo avanti. Norme, uomini, mezzi, risorse. Fino in fondo. Ma così è davvero difficile. La mia totale solidarietà alla ragazza e alla sua famiglia”.
Fonte: Ilgiornaleditalia – 01 Settembre 2026
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