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L’ultimo paradosso del PD: la Lorenzin chiede fondi per la sanità pubblica dopo avere tagliato 15 miliardi

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A tutto ci sarebbe un limite e il condizionale è d’obbligo. Anche alla faccia tosta che sembra non mancare al Pd. Stavolta la protagonista è Beatrice Lorenzin, nata e cresciuta in Forza Italia e poi trasbordata a sinistra, che invoca un aumento dei fondi per la sanità pubblica. Proprio il ministro della Salute che ha tagliato più fondi nel periodo 2010-2019 se si toglie l’anno e mezzo di Mario Monti, durante il governo di “emergenza nazionale” che durò da dicembre 2011 ad aprile 2013.

L’attacco di Lorenzin
Attaccando il governo Meloni, Beatrice Lorenzin, oggi deputato del Pd, dice che, “5,8 milioni di italiani rinunciano alle cure e che ci vorrebbe un investimento maggiore da parte del governo: almeno 5-5,5 miliardi di Euro in più”. Queste in sintesi le parole dell’ex ministro, che dimentica i suoi profondi tagli al fondo sanitario nazionale.

I tagli lineari
Dopo le sforbiciate di Monti, Beatrice Lorenzin è stata il ministro della salute in tutta la legislatura successiva. Prima con Fi, poi transitando in Ncd. E i tagli, seppure inferiore al periodo montiano, sono stati i più lineari e “incisivi”. Sono stati sottratti circa 12-15 miliardi di Euro di risorse precedentemente programmate. Il totale dei tagli e delle riduzioni del suo periodo ammonta ufficialmente a circa 2,35 miliardi di Euro di tagli diretti, che salgono a circa 4 miliardi di Euro se si calcolano i mancati incrementi rispetto alle somme promesse nelle pianificazioni degli anni precedenti.

Se si derubrica “l’emergenza Monti”, Lorenzin è stato il ministro della salute che ha tagliato (ovviamente insieme al Mef di allora) più risorse alla sanità pubblica. Ma il paradosso è qui: i governi a guida Pd promettevano investimenti in sede Stato-Regioni che poi disattendevano, sul SSN.
I costi di quegli anni
Lorenzin sa (non essendo affatto stupida) che il quinquennio 2013-2018 fu devastante per la sanità. Solo il drammatico arrivo del Covid cambierà, di poco, le cose, nel 2020.

L’inversione di rotta con Meloni: nuovo record
Sotto il governo Meloni il Fondo Sanitario Nazionale ha registrato una crescita progressiva in valore assoluto, superando i 136,5 miliardi di Euro. Con l’approvazione delle manovre economiche, lo stanziamento per l’anno in corso tocca il record storico assoluto di 142,9 miliardi di Euro.

L’ultimo paradosso di Beatrice
Lorenzin nel suo attacco a Meloni parla di “disuguaglianze tra nord e sud, rischio di privatizzazione, etc “. Dimenticando che una bella botta alla ‘privatizzazione della sanità’ arrivò con i governi Renzi e Gentiloni nelle intese Stato-Regioni. Chi era il ministro della salute? Difficile dimenticarlo. 

Fonte: Secoloditalia  – Sveva Damiani – 2 Settembre 2026

 

COMMENTO
Da cittadino italiano, non posso che esprimere il mio più totale disprezzo politico per la parabola di Beatrice Lorenzin, che considero l’emblema del più spregiudicato trasformismo della politica italiana. Entrata in politica con Forza Italia, nel solco del berlusconismo, ha poi cambiato collocazione politica, passando attraverso il Nuovo Centrodestra e approdando infine al Partito Democratico.
Un salto di campo che, ai miei occhi, rappresenta palesemente una politica nella quale la coerenza sembra diventare un dettaglio sacrificabile sull’altare della sopravvivenza parlamentare.
E proprio qui sta lo scandalo politico: cambiare idea può essere legittimo, cambiare continuamente bandiera per restare a galla è un’altra cosa.
Da ministro della Salute ha ricoperto un incarico di enorme responsabilità, ma il mio giudizio sulla sua gestione è durissimo: la considero politicamente inadeguatan, non qualificata ed incapace di offrire quelle garanzie che un ruolo tanto delicato avrebbe richiesto.
Non si può pretendere la fiducia dei cittadini mentre si attraversano schieramenti diversi senza rendere conto fino in fondo delle proprie scelte.
La politica non dovrebbe essere una poltrona da difendere a qualunque costo, ma un mandato da onorare con idee, coerenza e responsabilità.
La vicenda Lorenzin, a mio giudizio, racconta invece una stagione nella quale il principio sembra essere diventato: prima la poltrona in Parlamento, poi tutto il resto.
È esattamente questo genere di comportamento che alimenta il disgusto degli italiani ed il mio, verso una classe politica che si é dimostrata: distante, opportunista, autoreferenziale e schifosa.
E quando la coerenza diventa merce di scambio, non sono i politici a pagare il prezzo più alto: sono i cittadini, che finiscono per non credere più a nessuno. Alle prossime elezioni politiche: ASTENSIONISMO. Val. In.

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