Vaccino Covid, la testimonianza di Marta: "Dopo 2° dose Pfizer ho contratto una Cheratoendotelite..." - Italiador
Breaking news

Vaccino Covid, la testimonianza di Marta: “Dopo 2° dose Pfizer ho contratto una Cheratoendotelite…”

1+

La mia storia inizia a metà Giugno 2021, quando ho ricevuto la seconda dose del vaccino Pfizer. Da quel momento è iniziato un percorso clinico complesso che, a distanza di quasi cinque anni, non si è ancora risolto.

Tra fine Giugno e inizio Luglio 2021, nel periodo immediatamente successivo alla vaccinazione, ho sviluppato un herpes zoster nella parte alta destra della fronte, in prossimità dell’attaccatura dei capelli, senza precedenti anamnestici. Il medico di base ha confermato la diagnosi e ho iniziato tempestivamente terapia antivirale con Aciclovir.

Al termine della terapia, sono comparse fitte all’occhio destro. Una visita oculistica a fine Luglio ha evidenziato esclusivamente una congiuntivite, mentre un successivo consulto dermatologico ha ipotizzato un coinvolgimento nervoso, impostando terapia adeguata.

A fine Agosto 2021 si è verificato un peggioramento acuto con annebbiamento visivo dell’occhio destro. Mi sono recata al pronto soccorso, dove è stata diagnosticata una cheratite erpetica. Ho quindi iniziato un nuovo ciclo di terapia antivirale e un follow-up specialistico continuativo. Nonostante i trattamenti, il quadro non si è risolto, rendendo necessario un ulteriore ciclo terapeutico. In tale fase ho registrato una perdita temporanea di 4–5 diottrie, successivamente recuperate.

Il problema non si è mai completamente risolto. A Dicembre 2022 si è verificata una recidiva più severa della precedente, come documentato dalla corrispondenza e dai referti specialistici.

Considerata la gravità e la persistenza della patologia, sono stata presa in carico dal Centro Cornea di un primario ospedale milanese, dove è stata diagnosticata una cheratoendotelite immunitaria erpetica attiva. La terapia prevede antivirali sistemici e trattamento cortisonico topico.

A oggi il quadro clinico permane senza miglioramenti significativi. Nonostante ulteriori consulti specialistici, la gestione terapeutica rimane invariata. La sospensione o riduzione del cortisone determina una rapida riattivazione dell’infiammazione, con peggioramento visivo e necessità di interventi urgenti, con rischio concreto di compromissione della funzionalità visiva.

Fonte: IlGiornaled’Italia – 14 Maggio 2026

1+
Se ti é piaciuto, Condividi.
@ITALIADOR

Lascia un Commento

L 'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi richiesti sono contrassegnati *

*

diciassette − cinque =

WpCoderX