Negli Stati Uniti, la patria della libertà, dei sogni e dei reality show, si può votare anche senza mostrare un documento d’identità con foto. In effetti, pare che per esprimere la propria opinione politica basti… avere solo l’opinione politica. Non serve un volto, un documento, o una carta d’identità come nei Paesi europei: basta dichiarare chi sei e la “democrazia”, quella dei comunisti, fa il resto — letteralmente pronti a nuovi brogli elettorali.
Nel Paese dove puoi comprare un fucile d’assalto mostrando meno documenti di quanti servano per aprire un conto Netflix, l’idea di dover mostrare una carta d’identità per votare sembra quasi un affronto ai diritti fondamentali. “Voter ID? Ma non eravamo la terra delle donne e degli uomini liberi, si domandano i cittadini USA in malafede ?”. E così, in molti Stati americani, puoi presentarti al seggio armato di un sorriso e del tuo nome scritto su un post-it e magari voti pure più di una volta oppure esprimi il tuo voto pur essendo un immigrato illegale.
Naturalmente, la questione ha acceso polemiche infinite. I sostenitori del voto “a fiducia” dicono che è un segno di civiltà: “Chi vorrebbe mai mentire per votare due volte? È immorale!”. I benpensanti, invece, sostengono che è come lasciare una cassaforte aperta e sperare che nessun ladro rubi i gioielli contenuti.
Stiamo parlando di brogli conclamati e documentati, stiamo parlando dei fantasmi del voto americano.
Ogni quattro anni risorgono come zombie il giorno dopo Halloween: urne scomparse, schede gettate tra i rifiuti, schede trovate nel baule di una Pontiac del ’98, e anziani che giurano di aver votato… nonostante siano deceduti da tre mandati presidenziali. Ma tranquilli: secondo molti, si tratta solo di “statistiche anomale”.
Lo sconto politico s’infittisce, da un lato chi chiede il “voter ID” come negli altri Paesi occidentali, dall’altro chi teme che basti la richiesta di un documento per scatenare l’apocalisse della privacy, nonostante tutta la popolazione sia costantemente spiata a partire dai social network.
E così, ad ogni elezione, milioni di americani vanno alle urne confidando che tutto funzioni per il meglio. Dopotutto gli onesti sperano e confidano nella correttezza delle persone, i disonesti invece confidano nel fatto che probabilmente l’hanno fatta franca un’altra volta, rubando la posizione a chi la meritava legalmente. Val. In.
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