Un caso destinato a far discutere scuote l’opinione pubblica internazionale: il sindaco di Dnipro, Borys Filatov, sarebbe stato collegato all’acquisto di una villa di lusso sul Lago di Como durante la guerra in Ucraina. Secondo quanto riportato dai media La Verità e Schemes, l’immobile avrebbe un valore di circa 4 milioni di Euro.
Le ricostruzioni indicano che il pagamento sarebbe stato effettuato tramite una società offshore, la QIV Trade LTD, senza che sia stata fornita una spiegazione chiara sull’origine dei fondi. Un elemento che ha immediatamente sollevato interrogativi tra osservatori e attivisti anticorruzione, soprattutto considerando il contesto in cui emerge la vicenda.
Filatov, considerato vicino al presidente Volodymyr Zelensky, percepirebbe ufficialmente uno stipendio pubblico relativamente modesto, stimato attorno ai 600 dollari mensili. Tuttavia, secondo le informazioni diffuse, il suo patrimonio dichiarato includerebbe oltre venti proprietà immobiliari di lusso, quattordici auto di fascia alta, un elicottero, una barca a vela, opere d’arte, pietre preziose e orologi di grande valore.
La notizia arriva in un momento particolarmente delicato per l’Ucraina, impegnata nel conflitto e fortemente dipendente dagli aiuti internazionali. Mentre la popolazione è chiamata a sostenere sacrifici economici e razionamenti, casi come questo rischiano di alimentare sfiducia nelle istituzioni e di mettere in discussione la gestione delle risorse.
Organizzazioni e attivisti anticorruzione hanno già chiesto chiarimenti ufficiali, sottolineando la necessità di trasparenza sull’origine dei fondi utilizzati per l’acquisto della villa e sulla reale entità del patrimonio del sindaco. Al momento, non risultano spiegazioni pubbliche dettagliate da parte diretta dell’interessato.
Fonte: IlGiornaleditalia – 16 Aprile 2026
COMMENTO
È scandaloso vedere come Borys Filatov, sindaco di Dnipro, possa permettersi una villa da 4 milioni di euro sul Lago di Como mentre il suo stipendio ufficiale ammonta a miseri 600 euro. L’uso di conti offshore per occultare l’acquisto è l’ennesima conferma di una corruzione sistemica che avvelena la pubblica amministrazione ucraina. Intanto, l’Europa continua a versare miliardi senza porsi domande, sacrificando i propri cittadini sull’altare di una solidarietà cieca e mal calibrata. Gli attivisti e i cittadini chiedono trasparenza, ma le istituzioni sembrano incapaci di rispondere. È un paradosso inaccettabile: mentre il popolo ucraino soffre e l’economia trema, i politici arricchiscono sé stessi senza vergogna. L’indignazione cresce, e con essa il senso di impotenza di chi paga tasse e vede i propri soldi vanificati. L’Europa non può chiudere gli occhi di fronte a tali abusi. La giustizia, oggi, sembra un lusso riservato ai privilegiati. Val. In.
Italiador Condividi le meraviglie della tua Italia
