Guardare il telefono in ogni momento e a ogni ora della giornata è un’abitudine che riguarda ormai tutti. C’è chi vuole aggiornarsi sugli ultimi TikTok, chi desidera sapere se ci sono dei nuovi messaggi su Whatsapp, chi vuole rispondere alle e-mail di lavoro senza rimandare tutto al giorno successivo. Controllare continuamente il proprio smartphone è, dunque, un vizio comune a moltissime persone, ma c’è chi proprio non riesce a sopportarlo.
Capita, infatti, di trovarsi a guardare lo schermo del telefono quando si è in compagnia di amici, qualcuno ci sta parlando, il partner sta tentando un approccio. Ebbene, questa abitudine prende il nome di “Phubbing” e, se reiterata nel tempo, può diventare alquanto fastidiosa. Dato che, in media, passiamo sette ore al giorno al telefono, probabilmente tutti l’abbiamo messa in pratica almeno una volta nella nostra vita.
Se da un lato guardare lo smatphone anche mentre si è in compagnia può essere considerato normale e prevedibile nell’era moderna, farlo con troppa insistenza può diventare talmente fastidioso da avere un effetto negativo sulle relazioni. La coach del sesso e delle relazioni Lucy Rowett ha condiviso i suoi consigli su come capire quando il Phubbing sta diventando un problema, su come può influire sulle vostre relazioni e su cosa potete fare per trovare un equilibrio tra tecnologia e vita privata.
Cos’è il Phubbing?
La parola Phubbing trae il nome dalla crasi tra “phone” (telefono) e “snubbing” (snobbare) e significa esattamente “ignorare la persona con cui si è in compagnia a favore del proprio telefono”. Non si tratta, tuttavia, sempre di qualcosa di fastidioso perché i telefoni sono parte integrante della quotidianità e ci sono momenti in cui è necessario dargli importanza: ad esempio, la chiamata di un amico in difficoltà, i contatti con la famiglia o un problema di lavoro urgente.
Ma se vi ritrovate a prendere spesso il telefono quando siete con gli amici, la famiglia o il partner, o a scorrere lo schermo senza pensieri quando invece dovreste ascoltare qualcuno che vi sta parlando, potreste diventare fastidiosi senza neanche accorgervene. “Il problema del Phubbing è che è diventato così normalizzato e così parte della nostra vita quotidiana che è facile dimenticarlo”. Afferrare il telefono in un momento di tranquillità lasciando in stand by tutto ciò che ci circonda è diventata ormai la normalità ed è possibile che non ci si renda conto di fare un danno al nostro interlocutore.
In che modo il Phubbing può influire sulle relazioni?
“Il Phubbing può far sentire l’altra persona non vista e non ascoltata, come se non contasse molto per voi”, spiega Rowett. “Può farla sentire completamente ignorata”. Il grado di fastidio di una persona per il Phubbing può dipendere dalla sua vicinanza, dal tempo che trascorrete insieme e dalla frequenza con cui lo fate. [Omissis…]
In generale, però, è probabile che sia il partner a diventare una vittima del Phubbing. Spesso, però, tale vizio può anche avere un significato più profondo. “Il Phubbing può essere un modo per distrarsi da sentimenti spiacevoli”, spiega la Rowett, “compresi quelli che si provano quando si è con il partner, che vanno affrontati perché potrebbero essere il sintomo di un conflitto irrisolto. Quello che può iniziare come uno scorrere o mandare messaggi perché ci si sente stressati o si ha bisogno di sbollire la rabbia, può facilmente trasformarsi in un modo per evitare di passare del tempo con il proprio partner, perché si nasconde quello che si prova e le conversazioni che si dovrebbero avere”. [Omissis…]
Come si può interrompere l’abitudine?
Secondo la Rowett, non si tratta tanto di mettere fine a un’abitudine, ma di capire perché lo si fa. “A livello di base, scrollare lo schermo del cellulare può darci grandi dosi di dopamina e alcuni studi hanno suggerito che quando non ci sentiamo bene mentalmente, tendiamo a scorrere di più”.
Vale la pena ricordare, però, che il Phubbing non è sempre un segno che c’è qualcosa che non va nelle vostre relazioni. Spesso le persone lo fanno per motivi del tutto innocui. Tuttavia, se volete davvero mettere fine a questa abitudine, Rowett suggerisce di stabilire degli orari precisi in cui usare il telefono e in cui non farlo, oppure dei “tempi off”, in cui si mette via il cellulare per un certo periodo di tempo.
Fonte: Cosmopolitan – Brit Dawson e Luana Rosato – 06 Aprile 2024
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