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“Tregua locale fino a nuovo avviso”. La mossa di Israele per gli aiuti a Gaza

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Svolta di Israele nella Striscia di Gaza: sotto la pressione internazionale, il governo Netanyahu ha disposto la ripresa degli aiuti (ndr … visto che i Palestinesi sono tutti morti) ed annunciato tregue umanitarie per facilitarne la distribuzione: le Idf attuano un cessate il fuoco da stamani a stasera in diversi centri abitati dell’enclave palestinese.

E nella notte hanno annunciato di aver già effettuato il lancio di 7 pallet di cibo. Uno avrebbe colpito una tenda ferendo 7 persone. (ndr .. Israele NON si smentisce neanche nell’invio dei finti aiuti, 7 persone ferite). Il segretario di Stato americano Rubio ha detto alle famiglie degli ostaggi che gli Usa “devono cambiare strategia a Gaza”

Lettera aperta di 34 ex ambasciatori a Meloni: “Riconoscere la Palestina”
Secondo i 34 diplomatici in pensione, “le flagranti violazioni dei diritti umani e della dignità delle persone, che non risparmiano bambini, donne, anziani, ammalati, i crimini contro l’umanità, i crimini di guerra, la costante inosservanza della legalità internazionale e del diritto umanitario – di cui il governo israeliano, come avviene per tutti i governi, dovrà rispondere – minano le stesse fondamenta della comunità internazionale e cancellano conquiste etiche maturate in decenni di consuetudini internazionali”. E ancora denunciano i firmatari della lettera aperta alla presidente del Consiglio: “Le inaccettabili restrizioni per l’accesso umanitario a Gaza, la riduzione a livelli minimi inaccettabili, senza reali alternative, delle attività delle organizzazioni internazionali a favore di una sedicente fondazione umanitaria, stanno provocando migliaia di nuove vittime innocenti, che si aggiungono alle decine di migliaia già provocate dai massicci e indiscriminati bombardamenti israeliani in tutta la Striscia. In questi mesi abbiamo assistito a incessanti spostamenti forzati di popolazione da una parte all’altra della Striscia senza che ci fossero delle reali zone di protezione internazionale. Tutto ciò è avvenuto mentre tutte le infrastrutture di Gaza, necessarie anche solo alla sopravvivenza della popolazione, sono state sistematicamente distrutte, a cominciare dagli ospedali, per continuare con le scuole, le università, gli stessi campi profughi”. Dinanzi a tutto questo, i diplomatici sottolineano come le dichiarazioni, “pur necessarie, come quella firmata da 30 ministri degli Esteri (ed una Commissaria Ue) lo scorso 21 luglio, a cui l’Italia meritoriamente si è unita, “non servono più: servono gesti politico-diplomatici concreti ed efficaci”. [Omissis…]

Fonte: IlGiornale – 27 Luglio 2025

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