Svelato il vero volto di Giulio Cesare. Ci pensa l'intelligenza artificiale - Italiador
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Svelato il vero volto di Giulio Cesare. Ci pensa l’intelligenza artificiale

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AGI – Dopo aver raccontato la vita di Roma al tempo di Nerone, descrivendo in tre libri in maniera accurata e appassionata l’incendio del 64 d.C. che ha distrutto la città, dopo tre anni di attesa,  torna in libreria un’altra opera, stavolta in un unico volume, dedicata agli uomini che hanno fatto la storia della Città eterna: ‘Cesare. La conquista dell’eternità’. Non è una biografia, ma il racconto di un’impresa di cui tutti hanno sentito parlare e studiato in parte (e tradotto a scuola in numerose versioni di latino), quella che lo stesso Cesare ha narrato nel ‘De Bello Gallico’.

Lo scrittore lo fa alla sua maniera, portando il lettore dentro Roma, raccontando la vita quotidiana degli abitanti della Città eterna del I secolo avanti Cristo. Con uno stile elegante e coinvolgente che riporta in qualche modo alle opere di Gregorovius, restituendo la ricchezza di un’epoca che ha gettato le basi della civiltà europea. Nel libro si alternano archeologia, antropologia, storia e geografia, con l’obiettivo di far ‘rivivere’ l’antichità e di far capire ai lettori quanto l’impresa raccontata nel ‘De Bello Gallico’ abbia determinato la storia dell’Occidente e le sue ripercussioni che arrivano fino ai giorni nostri. [Omissis…]

L’intelligenza artificiale al servizio della Storia
Lo scrittore è sempre proiettato in avanti. E anche in occasione di questo libro fa un regalo ai lettori utilizzando l’intelligenza artificiale (IA) per fare un salto nel tempo e nella Storia. All’interno del volume si vedono ricostruiti i volti, le scene di battaglia e momenti di vita quotidiana realizzate grazie all’IA, guidata da un’approfondita ricerca storico-scientifica. Su tutte, ovviamente, è interessante la ricostruzione del volto di Giulio Cesare quarantenne (l’età che aveva quando conquistò la Gallia).

Qui i prompt che danno le istruzioni all’intelligenza artificiale sono di natura letteraria – Svetonio, unico a dire che aveva “occhi neri e vivaci”, e Plutarco – e di natura artistica, ossia basati sui busti di marmo e i ritratti delle monete che mostrano un Giulio Cesare con la mandibola squadrata e sporgente, la fronte alta e spaziosa con rughe marcate. Ha le guance scavate e gli zigomi sporgenti e su ambo i lati del viso una profonda ruga si stacca dalla narice e scende fino di fianco alla bocca. Il naso è importante e leggermente arcuato, aquilino, mentre le labbra sono sottili e strette. Infine il pomo d’Adamo è pronunciato e le orecchie sono piccole e non staccate dalla testa.

Inoltre Cesare è stempiato. A quarant’anni ha un’incipiente calvizie che cerca di mascherare pettinando i capelli verso la fronte. Come raccontano gli storici, Cesare aveva grande cura del corpo per cui era sempre ben rasato (e spesso si depilava). Inoltre, come scrive Svetonio, era alto per quel periodo, ossia almeno 170-175 centimetri, circa 10 al di sopra della media. Quello che realizza l’intelligenza artificiale, mettendo insieme queste e tante altre indicazioni storiche o storiografiche, è l’immagine più realistica e probabile mai ottenuta di Giulio Cesare.

“Abbiamo adottato un approccio innovativo. L’intelligenza artificiale, guidata da un’indagine storica, ha trasformato le parole in immagini, permettendo di rivedere, quasi fossero scatti di un fotoreporter, pezzi di vita andati perduti. Continuiamo sulla strada che utilizza la tecnologia per aiutare la divulgazione, restando fedeli al principio che bisogna usare lo spettacolo per fare scienza e non viceversa”, aggiunge.

Fonte: AGI – Andrea Cauti – 01 Dicembre 2025

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