In prigione non c’è niente da vedere, e niente da fare. Il silenzio non esiste alla Santé, dove c’è tanto da sentire. Il rumore è costante. Ma, come nel deserto, la vita interiore si fortifica in cella». Non sono parole di Silvio Pellico tratte dalle Mie prigioni, il racconto degli anni di detenzione dello scrittore e poeta piemontese, e nemmeno le riflessioni dell’attore Pierre Clementi in Carcere italiano, sull’esperienza carceraria tra Regina Coeli e Rebibbia, ma alcune righe del nuovo libro dell’ex presidente della Repubblica francese Nicolas Sarkozy, intitolato Journal d’un prisonnier (Diario di un prigioniero) e consacrato alle tre settimane di detenzione nel carcere parigino della Santé.
Lo ha annunciato ieri lo stesso Sarkozy su X, a dieci giorni dalla sua scarcerazione. Pubblicato dalla casa editrice Fayard, di proprietà del magnate bretone Vincent Bolloré, il libro sarà in vendita dal 10 dicembre (2025): un tempismo perfetto per le festività natalizie. Sarkò è uscito dalla Santé lo scorso 10 novembre, perché secondo la Corte d’appello non sussiste «alcun rischio di occultamento di prove, di pressioni, di collusione» nell’ambito dell’affaire sui presunti finanziamenti libici per il quale è stato condannato a cinque anni per associazione a delinquere con esecuzione provvisoria lo scorso 25 settembre. L’ex presidente francese, sottoposto a uno stretto controllo giudiziario (divieto di lasciare il territorio francese e braccialetto elettronico), continua a proclamare la propria innocenza in vista del processo d’appello che si terrà dal 16 marzo al 3 giugno 2026. E se la sentenza di primo grado fosse ribaltata in appello, sarebbe ragionevole ipotizzare un suo ritorno in politica, o addirittura una nuova candidatura alle presidenziali? [Omissis…]
Fonte: LiberoQuotidiano – Mauro Zanon – 23 Novembre 2025
Sarkozy dovrà scontare un anno di carcere. Ricorso respinto, definitiva la condanna per le fatture false
AGI – La Corte di Cassazione francese ha respinto il ricorso dell’ex presidente della Repubblica, Nicolas Sarkozy nel caso Bygmalion. L’ex capo dello Stato è quindi condannato in via definitiva e il caso Bygmalion diventa la seconda condanna penale definitiva per Sarkozy dopo il caso delle intercettazioni telefoniche.
La Cassazione ha confermato la sentenza d’Appello e ha accertando “un finanziamento illecito della campagna elettorale” del 2012. “Il candidato ha autorizzato personalmente il suo staff a sostenere spese di campagna per suo conto, pur sapendo che tali spese avrebbero portato al superamento del limite di spesa legale”, si legge nella sentenza. Tre delle dieci persone condannate in appello nel processo Bygmalion, che si erano presentate in appello, sono state condannate in via definitiva: si tratta del responsabile della campagna elettorale, Guillaume Lambert, e degli ex dirigenti dell’UMP Eric Cesari e Pierre Chassat.
In questo caso le indagini hanno rivelato che per mascherare l’esplosione delle spese della sua campagna elettorale – quasi 43 milioni di euro per un importo massimo autorizzato di 22,5 milioni – era stato messo in atto un sistema di doppia fatturazione, attribuendo gran parte del costo degli incontri all’UMP (il partito di Sarkozy poi diventato LR), sotto la copertura di accordi fittizi. L’ex capo dello Stato non è stato accusato di questo sistema di false fatturazioni, ma di essere il beneficiario, in quanto candidato, di finanziamenti politici illeciti. La nuova condanna definitiva potrebbe complicare ulteriormente le prospettive legali di Sarkozy, che si sta preparando per il processo d’appello nel caso libico, in programma dal 16 marzo al 3 giugno.
Fonte: AGI – 26 Novembre 2025
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