"Qui Battisti non ce lo vogliamo": la guerra alla sua memoria dagli ex concittadini. - Italiador
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“Qui Battisti non ce lo vogliamo”: la guerra alla sua memoria dagli ex concittadini.

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Personaggio nato per cantare un’Italia che si innamorava di lui in musica, Lucio Battisti nel privato, nei pochi incontri pubblici e in ciò che è successo nei suoi ultimi anni di vita e ancora di più dopo la sua morte, non trova pace. La lunga serie di controversie legali fra lui e Giulio Mogol per la gestione di diritti d’autore sulle canzoni, e fra Mogol, i discografici e gli eredi di Battisti (in prima linea la vedova di lui, Grazia Letizia Veronese) rendono il post mortem una guerra continua. Viene in mente la salma di James Brown, che vagò senza pace fra mille liti e cause prima di trovare perfino degna sepoltura. Quanto sia stata divisiva la figura di Lucio Battisti, e di sua moglie Grazia Veronese, è questione che torna a galla a Molteno, la cittadina della Brianza dove il cantautore ha vissuto nella parte finale dei suoi giorni, fino alla morte nel 1998.

Venticinque anni finiti tra i veleni
Il casus belli è l’idea di intitolare a Lucio Battisti la via che a Molteno finora tributa la memoria nientemeno che di Aldo Moro. Ad opporsi sono le 117 firme della petizione di altrettanti residenti del paese che è stato per 25 anni rifugio privato di Battisti, e dove per anni ha vissuto anche Mogol. A decidere saranno Comune e soprattutto Prefettura ma di fatto la comunità è spaccata. Specie i residenti di via Aldo Moro, che trovano inaccettabile che in quell’abitato, e in quella via, ci sia spazio per la memoria di Battisti. Cosa è successo ad avvelenare tanto gli animi?

Una lunga storia di scontri su tutti i fronti
I cittadini di Molteno non perdonano il distacco infastidito e certi modi di Battisti e famiglia, e ancora la lunga battaglia legale tra Comune ed eredi quando ci fu l’iniziativa di organizzare un festival musicale dedicato a lui, fino alla decisione dei familiari di spostare la salma di Lucio via dal cimitero del paese. In Cassazione il Comune l’ha avuta vinta sugli eredi di Battisti e in un passo della petizione, riportato dal Corriere della Sera, si legge: “Le vie legali per impedire che il Comune promuovesse qualsiasi iniziativa per ricordare l’artista, così come il gesto della traslazione dei suoi resti hanno colpito tutta la comunità moltenese, offendendola dopo decenni di rispettosa convivenza”. Mogol ha cercato di far sotterrare alle parti l’ascia di guerra, spendendosi perché la memoria di Battisti venga celebrata. E’ solo l’ultimo capitolo di una lunga serie di controversie, da quelle fra discografici ed eredi che hanno sempre voluto impedire lo sfruttamento commerciale delle canzoni di Battisti a quella fra Mogol e Battisti per il giusto riconoscimento (chiesto dal paroliere) della divisione dei diritti d’autore.

Fonte: Tiscali Spettacoli – 14 Novembre 2025

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