Roma, 25 Settembre 2025 – Sul futuro del contante veleggia ancora una certa incertezza, vista la notevole e progressiva diffusione dei vari tipi di pagamento elettronico ormai esistenti nel 2025 inoltrato. Secondo la Banca Centrale Europea, tuttavia, potrebbe avere ancora un ruolo importante nelle crisi e non dovrebbe quindi sparire del tutto. L’organo economico più importante dell’Unione Europea ha consigliato, in un testo intitolato simbolicamente “Keep calm and carry cash” (“Rimani calmo e portati il contante”), di conservare sempre in casa una somma di contanti che sia sufficiente a colmare i bisogni primari e che sia utile a fare fronte a eventi inaspettati e improvvisi, “almeno per 72 ore”. La Bce stessa ha infatti definito le banconote come “una componente essenziale della preparazione nazionale alle crisi”, mentre ha suggerito alle varie famiglie di tenere in casa con sé una somma di denaro contante pari a una cifra dai 70 ai 100 euro per ogni componente. Alcuni paesi europei come Olanda, Finlandia e Austria stanno già ascoltando questo suggerimento.
Lo studio
Il paper pubblicato dalla stessa Bce dove viene sottolineata l’importanza del contante anche nel 2025 si basa sull’analisi in particolar modo di quattro casi di crisi economica, dove la richiesta di contanti è accresciuta: si parla dei periodi di lockdown con le conseguenti restrizioni e imposizioni, l’invasione russa in Ucraina del 2022, il black-out che ha colpito la Spagna lo scorso aprile e la crisi del debito pubblico in Grecia. “Tutti questi diversi episodi di crisi mettono in rilievo che l’utilità del contante cresce notevolmente quando la stabilità viene minacciata – si legge tra le righe dell’articolo realizzato dalla Bce -, indipendentemente dalla natura o dalla portata geografica dello shock o dal grado di digitalizzazione”. Nonostante, quindi, un ruolo del contante che si è sempre più assottigliato e che ha progressivamente calato il proprio status, la sua importanza per tenere in piedi un sistema soprattutto in contenti di crisi e shock è ancora da sottolineare. “Complessivamente – prosegue il testo -, questi casi evidenziano una tendenza rilevante: nei momenti di tensione acuta il pubblico spesso si rivolge al contante fisico come un mezzo affidabile di stoccaggio di valore e mezzo resiliente di pagamento, mettendo in rilievo il ruolo cruciale che gioca oltre la sua convenienza per l’uso quotidiano”.
I quattro esempi di crisi
Il titolo dell’articolo che la Bce ha rilasciato dove vengono posti per iscritto tutti i concetti sin qui citati è “Keep calm and carry cash”, che si ispira al celebre slogan “Keep calm and carry on” diffuso in Inghilterra nel 1939 per motivare la popolazione a mantenere la tranquillità anche in caso di invasione nemica. In questo caso, il titolo ricorda alla comunità europea di rimanere tranquilli in caso di emergenza e di avere sempre con sé una base di denaro in banconote, in modo da affrontare anche i momenti di estrema emergenza come accaduto in passato. Riguardo ai quattro eventi storici presi in esame nello studio, basti pensare a come l’emissione netta di banconote a fine 2020 (anno della pandemia) avesse registrato un aumento di oltre 140 miliardi di euro, o come ad esempio i paesi confinanti con Russia o Ucraina avessero aumentato del 36% l’emissione netta di banconote dopo lo scoppio del conflitto.
Fonte: MSN – Giacomo Lippi – 25 Settembre 2025
COMMENTO
L’organo economico più importante dell’Unione Europea ha consigliato, in un testo intitolato simbolicamente “Keep calm and carry cash” (“Rimani calmo e portati il contante”), di conservare sempre in casa una somma di contanti che sia sufficiente a colmare i bisogni primari e che sia utile a fare fronte a eventi inaspettati e improvvisi, “almeno per 72 ore”.
Una sola domanda: ma questa massa di imbecilli della BCE pensavano forse che i cittadini non sarebbero arrivati da soli a questa conclusione? Val. In.
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