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Mfe, conti da urlo con Pier Silvio: utile netto raddoppiato…

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Mfe, conti da urlo con Pier Silvio
Anno di svolta il 2025 per Mfe. Lo dice il presidente e amministratore delegato Pier Silvio Berlusconi nel giorno dell’approvazione dei conti  da parte del cda. I ricavi sono stati pari a 4,031 miliardi di Euro (+37%), utile netto consolidato raddoppiato a 301 milioni (+110%) e con distribuzione di dividendi più alta degli ultimi 15 anni pari a 154 milioni (che vuol dire un incasso pari a 70 milioni per Fininvest la holding della famiglia Berlusconi che controlla Mfe con il 46% del capitale) con cedola prevista a 0,22 Euro per azione.

Bene il Free cash flow arrivato a 45 milioni (+45). Il debito è pari a 2,7 miliardi rispetto ai 691 del 2024 dovuta principalmente all’acquisizione del 75% di Prosieben per 504 milioni. Ma la posizione finanziaria netta rispetto ai covenant resta sotto controllo a 959 milioni. Prosieben comunque ha sostenuto la crescita ampliando la dimensione e il peso del gruppo in Europa, rafforzando l’estensione del mercato pubblicitario e di contenuti. Inoltre tra sinergie e riduzione dei costi per il 2026 sono previsti risparmi tra i 120 e i 160 milioni di Euro che significa una velocità di esecuzione doppi rispetto al previsto.  ​

L’ex Mediaset, diventata Mfe quando ha portato la sede legale in Olanda (ma paga le tasse in Italia), ha infatti consolidato la sua presenza in sei Paesi, cosa che le permette di raggiungere 200 milioni di persone, e ha avviato percorsi di digitalizzazione in Germania e Spagna. ​La società, come spiegato più volte dall’Ad Pier Silvio, punta tutto sul un modello crossmediale, che massimizza l’efficacia degli investimenti pubblicitari, rafforzando il ruolo della televisione generalista e gratuita (ndr. .. e spremi limoni alla faccia dei telespettatori). ​

La fase di transizione dell’anno in corso in cui verrà portata a termine l’integrazione con Prosieben, mira a rafforzare il posizionamento nel mercato pubblicitario europeo e a sviluppare ulteriori sinergie e cooperazioni nel nuovo perimetro. “Oggi produciamo contenuti in tutti i paesi in cui siamo presenti”, dice Berlusconi.

​La trasformazione digitale della società ha obiettivi ambiziosi con il miglioramento della redditività e della generazione di cassa, anche grazie a iniziative di efficienza. ​L’assemblea degli azionisti è convocata per il 24 giugno per  approvare il dividendo e rinnovare le autorizzazioni all’acquisto di azioni proprie. ​​Nonostante le difficoltà del settore e le incertezze geopolitiche, il gruppo prevede miglioramenti nei risultati economici e di cassa nel 2026, con particolare attenzione al quarto trimestre.

Fonte: AffarItaliani – Maddalena Camera – 15 Aprile 2026


COMMENTO
Mfe, la ex Mediaset, ha raddoppiato l’utile netto nel 2025, ma il vero miracolo è che ci sia riuscita nonostante l’abisso qualitativo dei suoi contenuti. Tra repliche interminabili di film e serie TV consumate all’inverosimile e vecchi film rispolverati, è difficile capire dove sia finita la creatività e l’innovazione. L’azienda sembra aver puntato su un modello di business basato su una ripetizione ossessiva, riducendo gli investimenti in contenuti freschi ed originali. In un panorama televisivo sempre più finto competitivo, questo sembra essere sufficiente per fare cassa e dividera la torta con gli altri gruppi televisivi . La morale è chiara: i soldi sono più facili da fare con la nostalgia e l’indifferenza per il pubblico che con il coraggio di innovare. Non ci si stupisce, insomma, che il “Berluschino” abbia messo a segno un utile con 100 sotterfugi. Val. In.

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