Marianna Madia lascia il Pd e passa da indipendente a Italia Viva in vista delle elezioni del 2027. Secondo un retroscena del Giornale d’Italia difficilmente la 45enne sarebbe stata ricandidata nelle liste del Pd, vista anche una certa dicotomia con la linea politica della segretaria Schlein. A proposito del suo ritorno con Renzi, Madia ha dichiarato in un’intervista: “Sto scommettendo, non alla cieca ma razionalmente, sull’allargamento e il rafforzamento del centrosinistra in un’area che sarà decisiva per la vittoria della coalizione progressista alle prossime politiche. È stata la stessa segretaria Elly Schlein a dire per prima che il Pd da solo non è sufficiente: servono alleanze con tutte le forze, civiche, oltre che politiche, per offrire un progetto di alternativa alla destra. E allora io vado dove si determinerà lo scontro elettorale: non in Italia viva, bensì in qualcosa di più grande e diverso, dove certo Matteo Renzi giocherà un ruolo importante, ma che sarà utile allo scopo solo se ci saranno anche altre e altri“.
La deputata ed ex ministra Marianna Madia lascia il Pd per passare con Italia Viva. Secondo un retroscena della nostra testata, l’addio ai Dem della 45enne sarebbe motivato dalla volontà di una ricandidatura alle prossime elezioni politiche, cosa che difficilmente sarebbe avvenuta se fosse rimasta nel Pd.
Madia ritrova Renzi, che l’aveva scelta come ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione. Su un suo contributo per la nascita della quarta gamba centrista, ha dichiarato: “Io non la chiamerei centrista. Ciò a cui io penso è un’area di riformismo radicale, in grado di entrare dentro i problemi reali delle persone e indicare delle soluzioni concrete“…
Fonte: IlGiornaled’Italia – 04 Maggio 2026
COMMENTO
Rimanere attaccati alla poltrona parlamentare é lo sport nazionale dei politici, specie quelli italiani, che forse non saprebbero come e dove guadagnare i 100.000 Euro lordi all’anno, inoltre perdere il titolo e la finta stima di qualche fedele LECCAC@@@, sarebbe inaccettabile e deprimente. Ecco allora il giro di valzer, ecco il passaggio da un partito ad un altro, anche se in questo caso entrambi, definiti di sinistra. Val. In.
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