«Condanniamo con decisione simili tentativi discriminatori di “cancellazione della cultura” attuati dalle autorità italiane sotto dettatura degli epigoni di Bandera» (dove Bandera è proprio Stepan Bandera, il fondatore dell’Organizzazione dei Nazionalisti Ucraini, il leader dell’ultra destra di Kyiv che ha combattuto prima contro l’occupazione polacca e poi contro quella sovietica, senza farsi remore di collaborare coi nazisti di Hitler: cosa c’entri lo sa il cielo, ma tant’è).
La portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova riaccende le polemiche sul direttore d’orchestra moscovita Valery Gergiev, invitato alla kermesse Un’estate da re nella Reggia di Caserta e rispedito a casa prima ancora di essere accolto nel golfo mistico perché amico personale di Vladimir Putin e suo sostenitore politico. «Sono significativi», continua Zakharova, «alcuni commenti di condanna arrivati sia dall’Italia, dove tali azioni sono state definite “una vergogna” e “l’opposto della democrazia”, sia da altri Paesi occidentali, dove quanto accaduto è stato considerato un errore fatale».
Il Cremlino non ci sta. Parla di una «persecuzione senza precedenti», difende il suo maestro, cita (in italiano) il Vangelo: «Non date le cose sante ai cani e non gettate le vostre perle davanti ai porci perché non le calpestino con le loro zampe e poi si voltino per sbranarvi». Non sono solo italiani, i guai che Gergiev adesso deve fronteggiare (è stato licenziato anche dalla direzione della Filarmonica di Monaco; ha perso performance a Rotterdam, a New York, a Vienna; è stato praticamente bandito dal Canada): ma tutto è nato da un appello di Yulia Navalnaya, la vedova di Alexei Navalny, e da una denuncia dell’eurodeputata del Pd Pina Picerno. È Picerno, infatti, che Mosca adesso accusa di «discriminazione su base nazionale»: «I neobandieristi residenti in Italia hanno annunciato una raccolta firme (la petizione lanciata dopo le proteste di molti cittadini ucraini ha raccolto oltre 16mila sottoscrizioni, ndr) e l’acquisto di tutti i biglietti per sabotare l’evento con un flash-mob provocatorio» al punto che «nelle peggiori tradizioni del Maidan si prevedeva l’arrivo in pullman di teppisti neonazisti».
La portavoce russa se la prende anche col ministro della Cultura Alessandro Giuli che, secondo la lettura di Mosca, avrebbe parlato di “propaganda russa” (in realtà Giuli ha detto che «l’arte è libera e non può essere censurata, la propaganda però, anche se fatta con talento, è un’altra cosa»): «In effetti», tira dritto Zakharova, «l’esecuzione delle opere di Tchaikovsky è propaganda di valori tradizionali eterni che la Russia difende nel mondo. Amore, bene, verità, giustizia». Domenica prossima Gergiev avrebbe dovuto dirigere l’orchestra del teatro Verdi di Salerno e i solisti del teatro Mariiinskkij di San Pietroburgo in tre brani: l’appuntamento è stato annullato e quando il governatore campano ha provato a organizzare di volata un’esibizione tampone a Salerno, il direttore russo ha risposto niet rompendo pure i rapporti col suo agente italiano.
Fonte: LiberoQuotidiano – Claudia Osmetti – 24 Luglio 2025
CONCLUSIONE
Diciamo subito che noi siamo dalla parte di Putin e riteniamo ci siano motivi importanti e profondi, riguardanti l’intera umanità, che hanno fatto scaturire l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia.
Detto questo, riteniamo inoltre che lo sport ed ogni forma di cultura dovrebbero essere esenti dalle questioni politiche, quindi spettacoli, manifestazioni sportive NON dovrebbero avere alcuna limitazione, anzi dovrebbero essere supportate come forma di avvicinamento tra i popoli.
Nel caso specifico la signora Maria Zakharova, portavoce del ministero degli Esteri russo, sembra si sia spinta oltre, a proposito del concerto cancellato, offendendo in maniera indiscriminata tutti gli Italiani, incluso coloro che sono pro Putin e la Russia.
Zakharova, questa volta l’ha fatta fuori dal vaso, affermando che “…non si danno perle ai porci…”. Se di porci dobbiamo proprio parlare, NON siamo certo noi i porci, visto che la lunga ed antica tradizione che possiamo vantare, NON teme confronti neanche con la Russia. Comprendiamo l’attuale smarrimento ed arroganza della Zakharova, tuttavia in questo caso farebbe bene a porgere le sue più profonde scuse agli Italiani, visto che un eventuale gruppo ristretto di Italiani, schierati contro la Russia, non può essere considerato rappresentativo di TUTTI gli Italiani. Val. In.
P.S. … e nel frattempo il grande politico dei miei stivali, Tajani, ministro degli esteri, che cosa dice a proposito dell’offesa ricevuta? Perché non chiama l’ambasciatore russo in Italia?
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