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Le corde tese

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Il recente incontro tra Donald Trump e Ursula von der Leyen segna un momento cruciale nella parabola discendente dell’Unione Europea…. A prima vista, l’appuntamento sembra suggellare un importante accordo economico e commerciale, l’UE avrebbe promesso agli Stati Uniti 600 miliardi di dollari in investimenti diretti e 700 miliardi di acquisti di risorse energetiche americane, una cifra complessiva di 1.300 miliardi di dollari, in un momento di stagnazione economica, instabilità monetaria e tensioni politiche crescenti all’interno dell’eurozona.
Ma dietro i numeri, si nasconde una realtà ben diversa, sebbene queste cifre siano state effettivamente comunicate pubblicamente in sede ufficiale, non si tratta di un trattato ratificato, gli impegni assunti da Ursula von der Leyen non hanno valore giuridico senza l’approvazione dei singoli parlamenti nazionali degli Stati membri, e questo è un passaggio tutt’altro che scontato…..
Difficile immaginare che Paesi come l’Ungheria, la Slovacchia, l’Italia o persino la Germania, già sotto pressione sociale e fiscale, approvino una manovra che li vincoli a decenni di subordinazione finanziaria e di dipendenza energetica dagli Stati Uniti, ciò che appare sulla carta, insomma, è un bluff oO meglio: una miccia accesa a tavolino.

Ursula von der Leyen è stata confermata alla guida della Commissione Europea nonostante un’opposizione crescente, anche all’interno della sua stessa maggioranza, in molti si sono chiesti il perché di questa scelta, apparentemente autolesionista, ma, a ben vedere, la sua permanenza non è segno di forza, bensì la preparazione di un capro espiatorio. Ursula resta, dunque, ma semplicemente perché deve crollare, la sua figura, già associata a politiche impopolari, Green Deal, guerra in Ucraina, pass vaccinali, è ormai simbolo di un’Europa distante, tecnocratica, fuori fase, affidarle la firma di accordi insostenibili serve a completare il quadro, perché sarà lei il volto ufficiale del fallimento e affonderà con la sua nave…..il “Titanic” Europeo, come la NATO con il 2% del PIL, come il Patto Atlantico, senza  l’Atlantico, come il Green Deal, nato già morto.

Donald Trump, da parte sua, non ha opposto resistenza agli impegni firmati da Bruxelles, li ha accolti con cordialità e li ha lasciati esporre…. Trump ascolta, sorride, lascia che firmino, poi si volta e aspetta che crollino da soli. Il tentativo di presentare questi 1.300 Miliardi come simbolo di una rinnovata cooperazione transatlantica stride con la realtà interna europea. Francia e Germania si scontrano sulla direzione del bilancio e della difesa. I Paesi dell’Est manifestano insofferenza crescente verso la centralizzazione di Bruxelles, il malcontento popolare cresce in tutta l’eurozona, alimentato da inflazione, crisi energetica e disoccupazione latente.

Ogni singolo Stato chiamato a ratificare l’accordo con Washington sarà posto davanti a una scelta impossibile: o firmare la propria bancarotta politica, o rifiutare e spaccare l’Unione, ma, in entrambi i casi, il progetto europeo ne uscirà sconfitto. Quello che molti analisti mainstream leggono come un passo avanti nell’“amicizia USA–UE”, in realtà si configura come un acceleratore del collasso. La NATO non ha retto il 2%, l’euro non reggerà 1.300 miliardi, il Green Deal è una zavorra e la guerra in Ucraina una trappola e ora anche l’accordo con Trump è un’illusione.
Non sono accordi….ma corde…..corde tese su Stati che già tremano, e che nessuno di loro vorrà più sostenere….

Trump non ha bisogno di far saltare l’Unione Europea, gli basta aspettare, ogni firma, ogni decisione, ogni compromesso la conduce sempre più vicina al baratro. In definitiva, l’incontro tra Trump e von der Leyen non rappresenta una ripartenza, ma un punto di non ritorno. È il momento in cui l’Unione Europea, nel tentativo disperato di mostrarsi ancora partner affidabile, si è spinta oltre i propri limiti strutturali, promettendo ciò che non può mantenere, e firmando con chi non intende più salvarla. La crisi non sarà improvvisa, ma certamente definitiva.

Fonte: Team17 – 29 Luglio 2025

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