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La sessualità delle donne come arma per fare carriera

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Scrive una certa Giorgia nel lontano Maggio 2012:

” … È da un bel po’ che non scrivo qua sopra. Torno perché ho appena letto un articolo in cui una tizia, certa Catherine Hakim, di professione sociologa, pare abbia scritto libri e trattati incentrati sull’utilizzo della propria sessualità per fare carriera.
I libri sono rivolti soprattutto alle donne ed il consiglio della dottoressa risulta essere quello di sfruttare la propria avvenenza e potere sessuale per avanzare sul lavoro.
Quindi l’esatto contrario di quello che normalmente viene detto e consigliato. (n.d.r. dalla persone ipocrite)
Il motivo, spiega la dottoressa, è che gli uomini fanno la stessa identica cosa: sfruttano ogni arma del loro arsenale per distinguersi ed acquisire un vantaggio competitivo sugli altri. (n.d.r il vantaggio lo trovano solo se ci sono donne disponibili, altrimento non se ne fa nulla)

Ora, la prima reazione nel leggere l’articolo è “ma che cag@ta è? ma che scherziamo? le vogliamo pure legittimare stè z0kk0le?”
… poi pero’ riflettendo un po’ meglio sul fatto che, in effetti, gli uomini, “belli” fanno MOLTA leva su questo fatto… non posso non pensare che nel contesto di una parità assoluta tra i sessi non avrebbe senso escludere questo aspetto. Mi vengono in mente diverse situazioni, in cui mi è capitato di avere a che fare con uomini particolarmente attraenti, perfettamente consapevoli del loro fascino, che chiaramente facevano leva sul loro appeal per “vendere” meglio la loro proposta.

Personalmente in ufficio sono molto “talebana”, mi copro da capo a piedi e sono di un freddo glaciale, cac@c@xxi ed asessuale da far paura. Il motivo è che mi sono troppo fatta il cu@0 nella vita per rischiare di venir confusa per “una che la da”. Le voci gireranno sempre, soprattutto se sei donna, se sei giovane, se non sei un cesso. Ma per quanto possibile cerco sempre di tenermi sulle mie e di farmi valere per quello che so, non per l’aspetto o la tr0iagg1ne. E se penso alle gatte morte che mi trovo tra i piedi mi viene la nausea e il rigetto a pensare di imitarle.

ma… ma… in effetti… gli uomini lo fanno… perché le donne no? perché per noi è visto come tabù? siamo noi stesse a condannarci l’una con l’altra? o sono gli uomini a pensare male perché è più semplice pensare “quella è stata promossa al posto mio perché la da al capo, mica perché è più brava di me…    mumble mumble. “

Fonte: QUI


CONCLUSIONE
Parità o non parità, da sempre le donne ambiziose si sono mostrate scaltre, disinibite e pronte a favori sessuali in cambio di una facile e veloce carriera. Ne abbiamo visti troppi di questi casi e non crediamo che sia una cosa che si possa smentire. Un’altra cosa interessante é poi, guarda caso, il fatto che queste signore dispensatrici di “buona volontà” la maggior parte delle volte, si siano incrociate con uomini potenti, danarosi e magari anche dall’aspetto gradevole, in tali casi addirittura si convincono di innamorarsi, perdono il cervello e si preparano per una vita agiata e sfrenata, ma … NON s’innamorano mai dell’usciere o dell’uomo delle pulizie, ma sempre ed unicamente del capo che può assicurare privilegi. Ed ora dopo millenni di consuetudini, sono diventate improvvisamente tutte “vergini e virtuose”. Semplicemente ridicole… ma per una volta almeno, cercassero di essere coerenti, basta con i privilegi, basta con le quote rose, basta con i divorzi squilibrati, basta sciorinare diritti e mai i doveri che dovrebbero considerare e praticare. Se voi care signore e signorine siete professionalmente meritevoli, NON avete bisogno di passare nel letto del vostro capo, o di appellarvi alla parità numerica nelle posizioni di comando, dimostrate le vostre reali capacità, comportatevi da vere donne e signore e smettetela di frignare, solo così si potrà parlare di parità di diritti. Val. In.

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2 comments

  1. Infatti da sempre le femmine, hanno usato il loro elemento “sensuale” per accorciare i tempi. Comunque, sta succedendo lo stesso con i gayoni, che oramai controllano la finanza e parte della politica.

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