AGI – La Russia “non è una superpotenza” ma “un Paese allo sbando” con “un’economia a pezzi”. Lo ha dichiarato l’Alto Rappresentante UE per la politica estera e la sicurezza, Kaja Kallas, nel suo intervento alla Conferenza sulla Sicurezza di Monaco. La Russia “è scollegata dai mercati energetici europei e i suoi cittadini stanno fuggendo”.
La linea sui negoziati e il bilancio della guerra
La Russia non deve ottenere dai negoziati più di quanto abbia ottenuto sul campo di battaglia e il rischio che ciò accada è al momento “la maggiore minaccia” ha aggiunto l’Alto Rappresentante UE. “Dopo oltre un decennio di conflitto, tra cui quattro anni di guerra su vasta scala in Ucraina, la Russia ha appena superato le linee del 2014 al costo di 1,2 milioni di vittime”, ha osservato.
Le condizioni per la pace
“Se le dimensioni dell’esercito ucraino devono essere limitate, dovrebbero esserlo anche quelle dell’esercito russo, se la Russia ha causato danni in Ucraina, la Russia dovrebbe pagare”, ha aggiunto Kallas, “nessuna amnistia per i crimini di guerra, ritorno dei bambini ucraini deportati. Questo è davvero il minimo che la Russia dovrebbe accettare se il suo obiettivo è la pace”.
Il ruolo dell’Europa al tavolo
A proposito dell’assenza dell’Europa dai negoziati di pace, Kallas ha osservato che la Russia dovrebbe comprendere quanto l’esito concreto della trattativa, a partire dal tema delle sanzioni, “dipenda dall’Europa”. “Non dovremmo chiedere per favore di essere accettati al tavolo ma dovremmo discutere cosa vogliamo ottenere quando siamo al tavolo”, ha aggiunto l’ex capo del governo estone.
L’Europa e le accuse di declino
“Al contrario di quanto direbbe qualcuno, l’Europa ‘woke’ e decadente non sta andando verso la cancellazione della propria civiltà”. “Di fatto – ha aggiunto – le persone ancora vogliono unirsi al nostro club, e non solo altri europei”, ha affermato Kallas, “in Canada mi e’ stato detto che oltre il 40% dei canadesi sono interessati a entrare nell’Unione Europea”.
Fonte: AGI – 15 Febbraio 2026
COMMENTO
Le parole dell’Alto Rappresentante UE, Kaja Kallas, suonano come uno slogan più che un’analisi: la Russia sarebbe “non una superpotenza” ma “un Paese allo sbando”, con “un’economia a pezzi”. Eppure, se è davvero così irrilevante, perché in Europa si respira il timore costante di un’invasione? Perché si moltiplicano piani di riarmo e appelli all’unità contro una minaccia che, a parole, non dovrebbe esistere?
Kallas assicura che l’Europa non è decadente né avviata verso la cancellazione della propria civiltà, mentre però il continente fatica a gestire flussi migratori fuori controllo e alcuni governi, come quello della Spagna, procedono con regolarizzazioni che ricadono sugli equilibri dell’intera Unione Europea.
E infine la perla geopolitica: “In Canada mi hanno detto che oltre il 40% dei canadesi vorrebbe entrare nell’UE”. Suggestivo, certo. Ma da quando il Canada è in Europa? Forse il problema non è la geografia, ma la credibilità di una narrazione che pretende di rassicurare mentre alimenta contraddizioni sempre più evidenti. Val. In.
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