Il colosso farmaceutico statunitense Johnson & Johnson ha offerto 5,5 miliardi di Dollari per risolvere decine di migliaia di cause legali che sostengono che i suoi prodotti a base di talco abbiano causato il cancro alle ovaie, ha annunciato l’azienda oggi. L’accordo proposto mira a porre fine a una lunga battaglia legale che ha gravato sull’azienda con sede nel New Jersey per anni. J&J ha affermato che l’accordo copre circa 76.000 cause, rappresentando quasi tutte le cause ancora in corso relative al talco.
L’azienda nega che i suoi prodotti a base di talco abbiano causato il cancro, ma ha interrotto la vendita del suo borotalco per bambini a base di talco negli Stati Uniti e in Canada nel 2020. Il vicepresidente per il contenzioso ha affermato che le accuse “sono prive di fondamento scientifico”. “Questa risoluzione consente all’azienda di lasciarsi alle spalle questa vicenda e di rimanere concentrata sulla sua missione di sviluppare farmaci e dispositivi che salvano vite umane”, ha dichiarato in un comunicato.
L’azienda ha già raggiunto un accordo nella maggior parte delle cause in cui si sosteneva che il suo talco contenesse tracce di amianto, ritenuto responsabile del cancro. Deve inoltre affrontare una causa nel Regno Unito per accuse simili, presentata nel 2025. Secondo lo studio legale che rappresenta circa 3.000 querelanti, la richiesta di risarcimento “è stimata in oltre 1 miliardo di Sterline” (1,3 miliardi di Dollari). I querelanti affermano che loro stessi o un membro della loro famiglia hanno sviluppato forme di cancro ovarico o mesotelioma dopo aver utilizzato il talco per bambini della J&J.
Fonte: Adnkronos – 28 Luglio 2026
COMMENTO
Cinque miliardi e mezzo di dollari per chiudere 76.000 cause. Chiamarla “risoluzione” suona quasi elegante, ma la cifra racconta un’altra storia: se davvero tutto fosse privo di fondamento scientifico, perché mettere sul tavolo un assegno da 5,5 miliardi? Johnson & Johnson continua a negare ogni responsabilità e rivendica la propria missione di salvare vite umane. Una missione nobile, senza dubbio. Peccato che, per lasciarsi alle spalle questa vicenda, abbia deciso di spendere quella che definisce, nei fatti, una semplice voce di bilancio. Evidentemente 5,5 miliardi di dollari sono il prezzo della tranquillità. O forse il costo del silenzio. In ogni caso, dev’essere davvero un affare: pagare una fortuna per sostenere, nello stesso momento, di non aver fatto nulla. Val. In.
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