La crisi energetica legata al conflitto di Usa e Israele contro l’Iran e alla chiusura parziale dello stretto di Hormuz inizia a produrre effetti concreti anche in Italia. Nei principali scali del Nord sono scattate limitazioni temporanee che riguarderanno i rifornimenti fino al 9 aprile. Non si parla ancora di emergenza, ma il sistema aeroportuale si muove in anticipo per gestire possibili criticità. Nel frattempo Bruxelles si autolimita, valutando restrizioni sull’utilizzo dei carburanti, l’aumento di export dagli Stati Uniti e l’utilizzo di altre riserve di petrolio senza prendere in considerazione la possibilità di rafforzare nuovamente la collaborazione e i rapporti con la Russia, paese con enormi riserve energetiche.
Carburante a rischio, scattano restrizioni fino al 9 aprile nei 4 aeroporti di Bologna, Milano Linate, Treviso e Venezia
Le limitazioni interessano gli aeroporti di Bologna, Milano Linate, Treviso e Venezia, dove un bollettino aeronautico ha informato le compagnie della necessità di razionare il carburante nei prossimi giorni. La misura è stata adottata da uno dei principali fornitori e resterà in vigore almeno fino al 9 aprile. Nel dettaglio, la distribuzione del carburante sarà gestita secondo priorità precise. I rifornimenti saranno garantiti in via preferenziale ai voli ambulanza, ai voli di Stato e alle tratte più lunghe, superiori alle tre ore. Per tutti gli altri voli è prevista una fornitura contingentata, con tetti specifici negli scali di Bologna, Venezia e Treviso.
La situazione più delicata riguarda Venezia, dove ai piloti viene raccomandato di effettuare rifornimento prima dell’arrivo. A Milano Linate sono previste restrizioni, ma senza un limite quantitativo esplicito. Alla base delle misure c’è il quadro internazionale, con le tensioni nel Golfo che mettono sotto pressione le rotte energetiche globali. Il blocco dello stretto di Hormuz rappresenta uno snodo cruciale per il trasporto di petrolio e derivati, con effetti che iniziano a riflettersi anche in Europa.
Fonte: IlGiornaleditalia – 04 Aprile 2026
Dopo i lockdown voluti per la pandemenza da Covid-19, la Elìte ci riprova con il blocco dei carburanti, l’aumento dei prezzi e soprattutto con il blocco all’uso di risorse alternative serie, funzionanti e libere. Le compagnie devono continuare a speculare e l’umanità deve rimanere sotto scopa (se glielo permettiamo). Le politiche green sono ovviamente pilotate, aumentare il costo del carburante in maniera smisurata, si giustifica dalla mancata vendita di auto elettriche, che sono limitanti nell’autonomia, pericolose nella gestione ed inquinanti per lo smaltimento. Ci stanno riprovando in tutti i modi, ma noi risponderemo nuovamente PICCHE, anche se non si parla più di auto elettriche ma di HYBRID. Il nome cambia ma l’inganno rimane lo stesso. Che si fottano! Val. In.
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