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Fine vita, la Toscana è la prima regione in Italia ad approvare la legge

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AGI – La Toscana è la prima regione in Italia ad approvare la legge sul Fine vita. Il Consiglio regionale ha varato il provvedimento nel pomeriggio.

“Siamo grati alle Consigliere e Consiglieri della Regione Toscana per avere approvato la nostra legge “Liberi Subito”, che definisce tempi e procedure per l’aiuto medico alla morte volontaria. E’ una legge di civiltà perché impedisce il ripetersi di casi – da ultimo quello di Gloria, proprio in Toscana – di persone che hanno dovuto attendere una risposta per mesi, o addirittura per anni, in una condizione di sofferenza insopportabile e irreversibile”. Lo sottolinea Filomena Gallo, avvocato e segretaria dell’Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica APS.

“Le regole approvate in Toscana – aggiunge Gallo – consentono la piena attuazione della sentenza della Corte costituzionale “Cappato – Antoniani”, che ha legalizzato in Italia il cosiddetto “aiuto al suicidio” a determinate condizioni. Il voto del Consiglio regionale è stato dunque possibile grazie all’azione di disobbedienza civile di Marco Cappato, oltre che alla firma di 10.700 cittadine e cittadini della Toscana che hanno attivato lo strumento della legge di iniziativa popolare.Il nostro obiettivo è ora quello dell’approvazione della legge “Liberi Subito” in tutte le Regioni italiane, dove il “suicidio assistito” è comunque già legale (in forza delle sentenze della Consulta), ma senza che ci siano garanzie su tempi e sulle procedure per le persone malate e i medici. Stiamo raccogliendo sul sito le disponibilità di chi vuole partecipare a questa iniziativa”.

“Continueremo anche ad aiutare le persone a fare luce sui diritti alla fine della vita attraverso il nostro “Numero Bianco” 06 9931 3409, attraverso il quale diamo informazioni anche sul testamento biologico e sulle cure palliative. Proprio sul potenziamento delle cure palliative, sul quale siamo da sempre impegnati, siamo pronti ad allearsi anche con chi si è battuto contro la nostra legge, perchè il diritto all’autodeterminazione non è in alcun modo in contrasto col diritto alle cure”, conclude Filomena Gallo.

“Prendiamo atto della scelta fatta dal Consiglio regionale della Toscana, ma questo non limiterà la nostra azione a favore della vita, sempre e comunque – commenta il cardinale Paolo Augusto Lojudice, presidente della Conferenza Episcopale Toscana -. Ai cappellani negli ospedali, alle religiose, ai religiosi e ai volontari che operano negli hospice e in tutti quei luoghi dove ogni giorno ci si confronta con la malattia, il dolore e la morte, dico di non arrendersi e di continuare ad essere portatori di speranza, di vita. Nonostante tutto. Sancire con una legge regionale il diritto alla morte non è un traguardo, ma una sconfitta per tutti”. [Omissis …]

Fonte: AGI – 11 Febbraio 2025


COMMENTO
Coloro che soffrono trovandosi in una condizione medica senza speranza, potrebbero desiderare la cessazione del dolore, chiedendo la morte assistita, presi dallo sconforto potrebbero scegliere e chiedere veramente l’irrimediabile. Noi rispettiamo la volontà di costoro, tuttavia vogliamo evidenziare almeno un paio di aspetti su cui riflettere:
1) In un mondo di approfittatori e satanici, il paziente dolorante e stanco potrebbe diventare vittima di interferenze da parte di medici che aventi interesse nel ricollocare gli organi sani a fini speculativi?
2) Secondo la Legge del Karma, nessun essere vivente può sottrarsi in alcun modo al proprio “progetto di vita”. È necessario che ogni persona risponda di ciò che ha fatto nella sua esistenza, causa ed effetto. Se egli decide di interrompere l’esperienza terrena anzitempo, l’effetto residuo generato karmicamente rimane incompiuto e dovrà essere “pagato” nell’esistenza successiva.
Forse sarebbe opportuno piuttosto che il malato cercasse di capire il perché della condizione in cui si trova e le cause che l’hanno provocata, forse potrebbe trovare la ragione ed alleviare tanta sofferenza. Val. In.

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2 comments

  1. Edoardo+Fumagalli

    Secondo me, è una buona legge. Dipende ovviamente da quei fattori compresi nel commento. Siamo in una civiltà che la perfezione non esiste, per cui o filosofiamo o guardiamo in faccia alla realtà

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    • Chi soffre certamente NON ama fare “filosofia”, pensa solo al suo dolore. Secondo noi, ognuno deve fare ciò che crede meglio per sè, rimane tuttavia il fatto che ESISTONO DELLE LEGGI UNIVERSALI, A CUI NESSUNO PUÒ SOTTRARSI, NEMMENO CHI SOFFRE! In qualche modo se non paghi quando devi, pagherai dopo.

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