Immaginiamo di trovarci a Palermo, 15 agosto, ore 13.00, il sole è alto, il cielo è terso e la luce è quella accecante che solo un’estate italiana sa regalare. Siamo nel momento di massima luminosità della giornata, eppure ogni automobile che percorre le strade fuori città deve viaggiare con i fari accesi.
È uno di quei paradossi che fanno sorridere, se non fosse che raccontano molto del modo in cui oggi si producono le regole. In una terra dove il sole domina incontrastato per gran parte dell’anno, imporre l’accensione delle luci anche nelle ore di massima visibilità appare, a molti, come l’ennesima dimostrazione di una normativa europea costruita senza distinguere tra realtà profondamente diverse.
La sicurezza stradale è un obiettivo che nessuno mette in discussione. Ma ogni regola dovrebbe superare anche la prova del buon senso. Ha davvero la stessa utilità obbligare un automobilista a tenere i fari accesi in una grigia giornata invernale del Nord Europa e alle tredici di Ferragosto sotto il sole cocente di Palermo? È una domanda che merita di essere posta.
L’impressione è che, troppo spesso, prevalga la logica dell’uniformità: una regola uguale per tutti, indipendentemente dal contesto. È il riflesso di un’Europa percepita come sempre più distante dalla vita concreta dei cittadini, dove la semplificazione amministrativa finisce per ignorare la realtà.
Ursula von der Leyen è diventata, nel dibattito politico, il simbolo di questa impostazione centralista, presuntuosa ed aberrante. Al di là delle responsabilità specifiche delle singole norme, è difficile non vedere in questa tendenza il segno di un’Unione Europea che preferisce standardizzare anziché adattare, regolamentare anziché valutare caso per caso.
Così accade che, mentre il sole siciliano illumina ogni angolo della città con una potenza che nessuna lampadina potrebbe eguagliare, migliaia di automobilisti continuino a consumare energia per tenere accesi fari che, in quelle condizioni, sembrano avere un’utilità quantomeno discutibile.
Forse non è una questione di norme, ma di principio. Perché quando una norma appare scollegata dalla realtà, finisce inevitabilmente per alimentare una domanda semplice: stiamo davvero costruendo regole al servizio dei cittadini o stiamo chiedendo ai cittadini di adattarsi a regole che hanno smesso di guardare il mondo reale? USCIAMO SUBITO dall’UNIONE EUROPEA. Val. In.
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