Dalle note che richiamano un’officina meccanica agli accordi ispirati a funerali, insetti, secrezioni corporee e persino feci, la sedicesima edizione della fiera dei profumi Esxence 2026 a Milano ha dimostrato ancora una volta come la profumeria artistica (ndr… ‘sta schifezza …loro la chiamano artistica) possa spingersi ben oltre i confini tradizionali. La manifestazione internazionale, appena conclusa a Milano negli spazi dell’Allianz MiCo, ha riunito oltre 320 brand provenienti da tutto il mondo, trasformando la città nella capitale della profumeria di nicchia.
Tema dell’edizione 2026 è stato “Sensing the World”, un invito a esplorare il mondo attraverso l’olfatto, il senso più strettamente legato ai ricordi e alle emozioni.
Esxence 2026, la fiera dei profumi: dal cibo e dalle bevande
Tra i corridoi della fiera non sono mancati i richiami all’universo gastronomico, una delle tendenze più forti degli ultimi anni nel settore delle fragranze artistiche. Accanto a composizioni che reinterpretano dolci, dessert e bevande iconiche, una delle novità più osservate è stata “Cola Addict” del marchio coreano Borntostandout. La fragranza cerca di ricostruire l’esperienza sensoriale di una cola servita con ghiaccio, giocando su sfumature zuccherine, agrumate e speziate.
Anche il fenomeno del bubble tea ha trovato spazio tra le nuove creazioni presentate a Milano, a conferma di come il profumo contemporaneo guardi sempre più spesso alla cultura pop e ai consumi quotidiani per trovare nuove fonti d’ispirazione.
Profumo di morte e cimiteri
Se per alcuni brand il punto di partenza è il piacere, per altri è il lato più oscuro dell’esistenza. La maison Tombstone ha attirato l’attenzione dei visitatori con una collezione che affronta il tema della morte attraverso il linguaggio della profumeria.
Le sue creazioni evocano atmosfere sospese tra malinconia e decadenza, con accordi che richiamano fiori appassiti, legni umidi e ambientazioni cimiteriali. Fragranze come “Sing at My Funeral” e “Sweet Coffin” dimostrano come anche concetti apparentemente lontani dall’idea tradizionale di bellezza possano trasformarsi in racconti olfattivi complessi e raffinati.
Mestieri, personalità e archetipi racchiusi in una boccetta
Un’altra direzione esplorata a Esxence è quella delle identità professionali e dei personaggi simbolici. Il marchio olandese Hunq costruisce infatti le proprie fragranze attorno a figure ben precise: il meccanico, il falegname, il giardiniere o il barman diventano protagonisti di veri e propri ritratti olfattivi.
L’obiettivo non è riprodurre fedelmente un ambiente di lavoro, ma catturare l’immaginario e il carattere associati a ciascuna figura. Ne nasce una collezione che racconta modi di vivere, passioni e stili personali attraverso materie prime e accordi inusuali.
Profumi di insetti e ispirati alla natura
Tra le proposte più insolite emerse durante la manifestazione figura “A La Mod” del marchio thailandese Perfumers Journey. La fragranza prende spunto dalle formiche tessitrici che popolano alcune zone del nord-est della Thailandia, celebri per la capacità di costruire nidi intrecciando le foglie degli alberi.
L’ispirazione non riguarda tanto l’odore dell’insetto quanto il concetto di collaborazione e costruzione collettiva. Un approccio che dimostra come la profumeria artistica contemporanea attinga sempre più spesso a storie culturali, tradizioni locali e simbolismi naturali per sviluppare nuove narrazioni.
Dal folklore napoletano agli anti-eroi contemporanei
Le tradizioni popolari continuano a essere una fonte inesauribile di suggestioni per i creatori di fragranze. Nobile 1942 ha scelto di guardare al patrimonio culturale partenopeo con una serie di profumi ispirati ai simboli della fortuna e della protezione contro il malocchio.
Accanto a queste creazioni trova spazio anche una riflessione sulla figura dell’anti-eroe, protagonista della nuova fragranza “Sine Gloria”. Un personaggio imperfetto, lontano dagli stereotipi del vincente a tutti i costi, che viene raccontato attraverso un percorso olfattivo ricco di sfumature e contrasti.
Le fragranze che dividono il pubblico e il valore del ricordo nella profumeria contemporanea
Nella profumeria di nicchia la provocazione è spesso uno strumento creativo. Lo dimostra “Jungle Jezebel” del marchio britannico Sarah Baker, una fragranza che apre con accenti animali volutamente estremi per poi trasformarsi gradualmente in un’esplosione di frutta tropicale.
Il risultato è un profumo che sorprende, spiazza e divide le opinioni, ma che riesce proprio per questo a lasciare il segno. Un esempio perfetto di come l’obiettivo della profumeria artistica non sia necessariamente piacere a tutti, bensì suscitare una reazione emotiva.
Molti dei progetti presentati a Esxence hanno messo al centro il tema della memoria. Tra questi spicca “Polish Potatoes” di Bohoboco, una creazione che nasce dai ricordi d’infanzia del suo fondatore e dalle atmosfere dei mercati rurali polacchi.
Odori di terra, ortaggi appena raccolti e paesaggi agricoli diventano strumenti per raccontare una storia personale. È la dimostrazione di quanto il profumo possa funzionare come una macchina del tempo capace di riportare alla luce emozioni e immagini apparentemente dimenticate.
Tra vampiri, immaginazione e nuove frontiere del profumo
Non potevano mancare riferimenti alla letteratura e al fantastico. Tra le curiosità più fotografate della manifestazione c’è stata una fragranza dedicata al conte Dracula, costruita attorno a note scure e avvolgenti che mescolano rosa nera, cuoio, tabacco e vaniglia.
Fonte: Il Giornale d’Italia – 08 Giugno 2026
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