L’organizzazione, ormai a corto di veri partigiani, riceve dallo Stato centinaia di migliaia di Euro. E qui arriviamo ad un altro punto fondamentale. Se l’Anpi ormai non rappresenta più i partigiani di ottant’anni fa, se di fatto è diventata un’associazione fiancheggiatrice della sinistra come ce ne sono tante altre, e se, soprattutto, viene accusata di gravi episodi di intolleranza e razzismo durante le sue manifestazioni, per quale motivo i cittadini italiani devono ancora foraggiarla? Essì, perché l’Associazione nazionale partigiani d’Italia continua ad ottenere cospicui finanziamenti pubblici. Per capirsi, dal ministero della Difesa riceve ogni anno una parte dei contributi dedicati alle associazioni combattentistiche e d’arma: nel 2025 l’Anpi ha incassato 92.400 euro. Che erano 92.450 euro nel 2024, 95.500 euro nel 2023, 94.000 euro nel 2022, 99.000 euro nel 2021, 97.000 euro nel 2020, 95.000 euro nel 2019, 100.000 euro nel 2018, 107.000 euro nel 2017 e 104.500 euro nel 2016.
In pratica, in dieci anni, quasi un milione di euro. Poi c’è il contributo derivante dal cinque per mille dell’Irpef, che nel 2025 (riferito all’esercizio 2024) è stato di altri 225.085,12 euro. E poi, ancora, ci sono tutti i finanziamenti locali, tra cui uno piuttosto cospicuo della Regione Friuli-Venezia Giulia di 119.268,96 euro. Insomma, si tratta di un bel gruzzoletto, a fronte del quale sarebbe il minimo pretendere dall’Anpi il rispetto di alcune semplici regole di convivenza civile, tipo non insultare e cacciare dal corteo del 25 aprile chi magari la pensa diversamente. Un corteo, quello del 25 aprile, dove tra l’altro, secondo il direttore del museo della Brigata Ebraica, ci sarebbero state «violazioni della legge Mancino».
Un bel contrappasso, per i nuovi sedicenti partigiani, sempre pronti a chiedere altre leggi contro il fascismo, essere accusati di aver violato proprio una legge pensata contro i fascisti… Infine, due numeri che fanno sempre riflettere. Oggi l’Anpi dichiara 160mila iscritti. Nella prima parte dell’aprile 1945 i partigiani stimati erano 130.000. Abbiamo quindi più partigiani oggi che durante la guerra civile…
Fonte: LiberoQuotidiano – Alberto Busacca – 28 Aprile 2026
COMMENTO
Prendiamo lo spunto dell’ANPI, che é ormai un’associazione anacronistica ed inutile, per domandarci: in Italia quante altre associazioni, club, circoli, fondazioni etc etc ottengono denaro a babbo morto, solo perché hanno contatti con amici degli amici oppure perché sostengono ancora vecchie e superate ideologie? Bene, a nostro avviso, sarebbe ora di iniziare a risparmiare ed ottimizzare le spese della “cosa pubblica”, riservando maggiore rispetto per i contribuenti, i quali di pasticci ed imbrogli in questo Paese, ne hanno le tasche piene. Val. In.
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