Come affrontare un’eventuale crisi energetica nell’ambito di uno scenario di guerra che non si appresta a finire? Ci sta lavorando la Commissione europea: nella bozza del piano “Accelerate Eu”, atteso il 22 Aprile (2026), si raccomandano una serie di misure ai Paesi membri per fronteggiare la crisi legata al conflitto ancora in corso in Medio Oriente. Tra queste, almeno un giorno di telelavoro obbligatorio a settimana, trasporti pubblici più economici, taglio del riscaldamento e voucher energetici per le famiglie vulnerabili. Insomma, per la UE stiamo tornando ai tempi di Covid e lockdown. O qualcosa di drammaticamente simile.
Obiettivo del pacchetto è principalmente la riduzione volontaria dei consumi, soprattutto in riscaldamento e trasporti. Tra le indicazioni ci sono anche: limitare l’uso di energia in casa, evitare sprechi e spostare i consumi fuori dalle ore di punta, insieme a incentivi per la mobilità sostenibile. Una richiesta diretta arriverebbe alle amministrazioni, cui si rivolge l’invito a dare l’esempio su consumi e illuminazione. Per imprese ed edifici, invece, si punta su maggiore efficienza.
Per promuovere il risparmio energetico, inoltre, “la Commissione lancerà una campagna informativa su larga scala”. Sul piano economico, “per proteggere le famiglie più vulnerabili dalla povertà energetica, possono essere adottate misure di emergenza come voucher energetici, schemi di leasing sociale e finanziamenti agevolati per tecnologie pulite ed efficienti”, fermo restando che “le misure di regolazione dei prezzi dovrebbero essere mirate e temporanee per evitare costi elevati per le finanze pubbliche”, si legge nel documento. E ancora: gli Stati possono “introdurre o estendere tariffe regolamentate temporanee (tariffe sociali); premiare chi partecipa alla flessibilità sulla domanda; e ridurre (parzialmente o totalmente) le accise sull’elettricità per i più vulnerabili”.
Fonte: LiberoQuotidiano – 17 Aprile 2026
COMMENTO
Bruxelles accelera: la Commissione Europea prepara una serie di raccomandazioni ai Paesi membri per fronteggiare la crisi legata al conflitto in Medio Oriente. Le misure, ancora in fase di studio, rischiano di toccare direttamente la libertà individuale dei cittadini europei. La memoria del Covid pesa: lockdown, ingiuste restrizioni e limitazioni alla vita quotidiana potrebbero tornare a bussare alle porte dell’Europa. Critici e opinione pubblica già gridano al rischio di un’escalation burocratica che soffoca le autonomie nazionali. La Commissione insiste: (pseudo) protezione e sicurezza devono venire prima, anche a costo di restrizioni drastiche. Intanto cresce il malumore tra chi teme un ritorno alle politiche emergenziali di due anni fa. I governi nazionali, al servizio della von der Leyen, si trovano di fronte a un dilemma: seguire Bruxelles o difendere la libertà dei propri cittadini. Analisti avvertono: ogni misura, se imposta, potrebbe alimentare tensioni sociali e proteste diffuse. L’Europa, ancora una volta, tenta di prevaricare i cittadini adottando politiche scellerate e quantomeno discutibili. Val. In.
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