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Chi è l’Eva mitocondriale, l’antenata africana da cui discende l’umanità per via materna…

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La Eva mitocondriale è l’antenata comune più recente di tutti gli esseri umani viventi, per via matrilineare, dunque è la donna da cui deriva il DNA mitocondriale presente oggi in ogni persona sulla Terra. Vissuta in Africa tra i 99.000 e i 200.000 anni fa, originaria del Botswana, non fu l’unica donna della sua epoca, ma l’unica la cui linea di discendenza femminile è arrivata intatta fino a noi.

Quando si sente parlare di Eva mitocondriale, il pensiero corre subito al racconto biblico della Genesi. In realtà, la figura dell’Eva mitocondriale non ha nulla a che vedere con la religione: si tratta di un concetto scientifico sviluppato dalla genetica moderna per indicare la donna da cui discendono, per linea materna, tutti gli esseri umani viventi oggi.

Non era l’unica donna del suo tempo, né il primo essere umano comparso sulla Terra. Eppure, il suo patrimonio genetico è l’unico che, attraverso le generazioni, è arrivato fino a noi senza interrompersi.

Chi era la Eva mitocondriale
L’Eva mitocondriale è la più recente antenata comune materna di tutti gli esseri umani viventi. Non si tratta della “prima donna” della storia, ma della donna da cui discendono tutti i DNA mitocondriali oggi presenti sulla Terra.
Gli studi genetici indicano che visse in Africa, in un periodo compreso tra 99.000 e 200.000 anni fa, ma molte ricerche collocano la sua esistenza più precisamente tra 150.000 e 200.000 anni fa.

La sua figura è stata identificata grazie all’analisi del DNA mitocondriale (mtDNA), un particolare materiale genetico contenuto nei mitocondri, gli organelli cellulari responsabili della produzione di energia. A differenza del DNA nucleare, che si eredita da entrambi i genitori, l’mtDNA viene trasmesso quasi esclusivamente per via materna: ognuno di noi lo riceve dalla madre, che a sua volta lo ha ereditato dalla nonna materna, e così via.

L’Eva mitocondriale non era l’unica donna del suo tempo: viveva all’interno di una popolazione composta da migliaia di individui. La sua particolarità non sta nell’essere stata la prima donna, ma nell’essere stata l’unica la cui linea materna non si è mai interrotta.

Nel corso delle generazioni, infatti, molte linee femminili si sono estinte: bastava che una donna non avesse figlie o che le figlie non avessero a loro volta figlie perché la trasmissione dell’mtDNA si spezzasse. La linea materna dell’Eva mitocondriale, invece, è l’unica ad essere arrivata fino a noi.

Per quanto riguarda il luogo di origine, alcune ricerche hanno ipotizzato aree oggi comprese tra Botswana, Namibia e Zimbabwe, in particolare nella regione del bacino del Makgadikgadi, un’antica area ricca di laghi e zone umide. Uno studio pubblicato nel 2019 aveva infatti proposto il nord del Botswana come possibile “culla” delle prime popolazioni di Homo sapiens.

Perché viene chiamata “Eva mitocondriale”, il significato del nome
Il nome “Eva mitocondriale” è stato scelto in modo simbolico, richiamando la figura biblica, ma può risultare fuorviante.
Gli scienziati sottolineano che questa donna non era la prima donna della specie umana, non era l’unica donna viva all’epoca, non era la madre di tutta l’umanità in senso assoluto, non era la compagna di un ipotetico “Adamo” originario.

Molte altre donne del suo tempo hanno contribuito al nostro DNA nucleare, ma solo la sua linea materna è sopravvissuta fino a oggi.

Il ruolo del DNA mitocondriale
Il DNA mitocondriale è uno strumento prezioso per ricostruire la genealogia materna perché non si ricombina come il DNA nucleare, accumula mutazioni a un ritmo relativamente costante, permette di confrontare individui di popolazioni diverse e risalire a un’origine comune.

Nel 1987 uno studio pionieristico analizzò l’mtDNA di individui provenienti da cinque continenti, scoprendo che tutte le varianti moderne convergono verso un’unica antenata africana: l’Eva mitocondriale.

Come è stata scoperta, lo studio
L’ipotesi dell’Eva mitocondriale è emersa negli anni Ottanta grazie agli studi di genetica evolutiva condotti su popolazioni di diverse aree del mondo.

Analizzando le mutazioni dell’mtDNA, i ricercatori hanno ricostruito un vero e proprio albero genealogico materno dell’umanità, dimostrando che tutte le linee attuali derivano da una sola donna africana.

Questa scoperta ha rappresentato una delle prove più solide a sostegno della teoria dell’origine africana dell’Homo sapiens, secondo cui l’uomo moderno si sarebbe evoluto in Africa prima di diffondersi nel resto del pianeta.

Come si calcola la sua età
Per stimare l’epoca in cui visse l’Eva mitocondriale, gli scienziati confrontano le differenze tra le sequenze di mtDNA e applicano il cosiddetto orologio molecolare, che collega il numero di mutazioni al tempo trascorso.
I modelli più recenti confermano che la nostra antenata materna visse circa 200.000 anni fa, sempre in Africa.

Eva mitocondriale e Adamo cromosomico-Y
Accanto all’Eva mitocondriale esiste anche l’Adamo cromosomico-Y, l’uomo da cui derivano tutti i cromosomi Y degli esseri umani attuali. Anche in questo caso non si tratta del “primo uomo”, né di un compagno dell’Eva mitocondriale: i due potrebbero non essere vissuti nello stesso periodo.

La differenza è che l’Eva mitocondriale viene identificata tramite il DNA trasmesso per linea materna e l’Adamo cromosomico-Y tramite il cromosoma Y, trasmesso esclusivamente da padre a figlio.

Fonte: Il Giornale d’Italia – 29 Maggio 2026

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