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Chi è Anna Mascolo, la gip di Torino che ha rilasciato il 42enne bengalese dopo la violenza sessuale su una 13enne

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Anna Mascolo, giudice per le indagini preliminari di Torino, è finita al centro delle polemiche pubbliche per aver rilasciato il 42enne bengalese che ha violentato una 13enne nel suo negozio, oltre a un’altra donna. Operativa nel capoluogo piemontese dal 2021, ha deciso di scarcerare l’uomo dopo solo 48 ore nonostante la Procura avesse evidenziato il “concreto pericolo che, se libero, commetta reati della stessa specie“.

Chi è Anna Mascolo, la gip di Torino che ha rilasciato il 42enne bengalese dopo la violenza sessuale su una 13enne
Anna Mascolo è la giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Torino che negli ultimi giorni è finita al centro del dibattito pubblico dopo il provvedimento con cui ha disposto la scarcerazione di un uomo di 42 anni, originario del Bangladesh, indagato per due episodi di violenza sessuale, uno dei quali ai danni di una tredicenne.

Nata a Montebelluna, in provincia di Treviso, il 18 giugno 1986, Mascolo è magistrato ordinario dal primo incarico al Tribunale di Ivrea. Qui ha svolto funzioni sia nel settore civile, come giudice del lavoro, sia in quello penale. Nel 2021 è stata trasferita al Tribunale di Torino con funzioni di giudice. Il suo percorso professionale è documentato anche nei bollettini ufficiali del Ministero della Giustizia.

A Torino Mascolo è entrata nella sezione Gip-Gup, occupandosi quindi della fase delle indagini preliminari e delle udienze preliminari. Nel 2025 il suo nome compare anche tra i candidati di Magistratura indipendente alle elezioni dell’Associazione Nazionale Magistrati per la giunta distrettuale Piemonte-Valle d’Aosta, indicata come gip a Torino.

Nel corso della sua carriera ha firmato provvedimenti relativi a procedimenti anche di particolare rilievo. Nel 2023, per esempio, è stata lei a disporre la revoca della sentenza che aveva chiuso il procedimento nei confronti dell’ex brigatista Lauro Azzolini, consentendo la riapertura delle indagini sulla sparatoria di Cascina Spiotta del 1975, nella quale morì il carabiniere Giovanni D’Alfonso.

Ora il suo nome è tornato sulle cronache per la decisione relativa al 42enne fermato a Torino dopo due episodi di violenza sessuale avvenuti, secondo l’accusa, nel giro di pochi minuti all’interno di un minimarket. Il secondo episodio avrebbe riguardato una ragazza di 13 anni.

Secondo le ricostruzioni pubblicate sulla base dell’ordinanza, Mascolo ha ritenuto presenti gravi indizi di colpevolezza e esigenze cautelari, rilevando anche una difficoltà dell’indagato a contenere i propri impulsi. Ha tuttavia respinto la richiesta della Procura di custodia cautelare in carcere, disponendo la liberazione dell’uomo con l’obbligo di presentazione quotidiana alla polizia giudiziaria. Tra gli elementi valutati dalla giudice figurerebbero l’assenza di precedenti penali, la collaborazione durante l’interrogatorio, il pentimento manifestato e l’effetto deterrente dell’arresto.

La decisione ha provocato forti reazioni politiche e istituzionali. Il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha disposto accertamenti preliminari attraverso gli ispettori al Tribunale di Torino, precisando al tempo stesso che il provvedimento rientra nell’autonomia e nell’indipendenza della magistratura.

Fonte: Il Giornale d’Italia – 06 Settembre 2026

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