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Balneari 2025: … allora sono in crisi oppure no?

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Fa uno strano effetto, vedere i lidi italiani semivuoti. In questo periodo dell’anno dovrebbe esserci il boom di presenze, ma così non è questa volta. Colpa del caro prezzi. I rincari hanno portato molti vacanzieri a scegliere le spiagge libere. Nel peggiore dei casi, invece, molti hanno proprio rinunciato alle vacanze estive, perché troppo costose. In tanti altri casi, si preferisce volare verso altre destinazioni al di fuori dei confini nazionali, per risparmiare. Stefano Zerbi, del Codacons, ha analizzato la situazione, per capire cosa sia successo, cosa abbia portato i gestori ad aumentare così tanto i prezzi fino a renderli proibitivi per molte famiglie. Quali fattori hanno portato alla crisi attuale?

Gli aumenti sono cominciati durante il periodo del Covid quando gli stabilimenti hanno avuto spese più alte (ndr … ma quali spese, hanno solo voluto che le persone avessero l’inutile Green Pass assecondando le scellerate decisioni del governo Conte). Col distanziamento dovevano mettere  un ombrellone ogni tot metri, dovevano sanificare i locali tutti i giorni. Questo incremento dei costi ha avuto però dall’altra parte una diminuzione del numero giornaliero di clienti. Quindi una prima trance di aumenti loro l’hanno applicata subito dopo il Covid, quindi dal 2020 in poi. [Omissis…]

COMMENTO
Gli arraffoni hanno pensato bene di recuperare tutto il denaro che hanno perso in 4 anni, in un tempo brevissimo ed anzichè invogliare i consumatori abbassando i prezzi li hanno aumentati, hanno pensato di strizzargli i cosiddetti tanto erano certi che gli Italiani, da imbecilli, non avrebbero rinunciato al mare. Il discorso é identico per ristoranti, bar, discoteche etc. i prezzi aumentano le presenze diminuiscono. Sono una massa di ladri. … e ricordate … che il mare e le spiagge sono anche nostre, é un patrimonio demaniale, e prima o poi ce le riprenderemo. Val. In.

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2 comments

  1. Il problema maggiore per i concessionari, è dato dal fatto che spesso i proprietari degli stessi, devono comunque pagare un minimo di tipendio mensile per 12 mesi all’anno ai bagnini e ai “stagionai”. I costi delle concessioni aumentano di anno in anno. Quindi è normale che i prezzi si alzino. Poi vi è la questione crisi UA che sta falidiando la economia Europea, per sostenere le guerra e il “Green Deal” che ha aumentato i prezzi dei sistemi energetici e de industrializzato la EU. Poi ci sono i grossi gruppi finanziari che vorrebbero mettere le mani sulle concessioni, tramite la “Direttiva Bolkestein” EU. Infine vi è lo smantellamento della società di diritto e la crisi economica che sta distruggendo il benessere dei cittadini. Una bomba che prima o poi, assieme a tutto quello che stiamo subendo, scoppierà.

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    • Mi dispiace contraddire l’analisi. Per esperienza acquisita devo dire che: normalmente i lavoratori sono solo stagionali, se la struttura é aperta anche l’inverno perché é una vera e propria costruzione sul demanio ed offre attività quali piscina, ginnastica, massaggi etc non hanno certo problemi a pagare gli stipendi. La concessione per 1 anno, nell’esempio reale di un famoso stabilimento a Roma Lido é pari a circa 6.500 Euro, fattura circa 2 Milioi di Euro l’anno, l’accesso alla battigia é impossibile per delimitato da mura ed inferiate e per finire la spiaggia davanti lo stabilimento rimane sporca per circa 6 mesi. Questo gestori si sentono padroni di qualcosa che NON È LORO. 🙁

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